Il civic hacking è reale!
 
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Per il nostro libro stiamo raccogliendo storie di civic hacking in Italia. Non ci interessa raccontare dei grandi successi americani (come quelli di Code for America), ci interessa dare voce alle persone che lavorano a testa bassa per cambiare il Paese in cui viviamo.
Forse vogliamo dimostrare che il civic hacking è reale anche in Italia, forse vogliamo creare una conversazione intorno al tema, forse vogliamo sentirci un po' meno soli nel nostro credere che modificare comportamenti radicati è possibile. Forse, un po' tutte e tre.

STORIE CHE CI HANNO COLPITO

lI dato mancante

Andrea Cesarini è un ingegnere informatico e ha deciso di fare qualcosa per le fake news che ammorbano i social di questi tempi. Ha creato un blog perché "le storie sono divenute cosi convincenti che alcuni temono che diventino un sostituto pericoloso dei fatti. [...] La sfida per il futuro è [...] imparare a vedere il mondo senza il filtro della narrazione, che lo presenta come un “puzzle già risolto”. Questo è l’obiettivo principale del blog. Grazie agli OpenData [...] ed al codice pubblicato su GitHub [...] sarà possibile verificare le fonti e i passi utilizzati per trasformare il dato grezzo in informazione".

Ci è piaciuta perché: è un progetto ambizioso, ma concreto.

http://www.ildatomancante.it/

Comment Neelie

Marcello Verona è uno "psicologo, sviluppatore, musicista, in ordine variabile" che si è concentrato su come rendere bidirezionale le comunicazioni di Neelie Kroes, commissaria europea per l'Agenda Digitale.
Perché accontentarsi del broadcasting univoco di discorsi dei politici? Ascoltare non basta, è un'azione troppo passiva. Bisogna far cominciare una conversazione.
Da questa esigenza nasce Comment Neelie: "i discorsi della Commissaria Europea per la Digital Agenda @NeelieKroesEU (2010-2014) commentabili, frase per frase".

Ci è piaciuta perché: nasce da una dichiarata simpatia per la commissaria (leggete la pagina "about" se non ci credete), è efficace, è pop.

http://commentneelie.eu/

Monitorappalti

Il Parco archeologico di Sibari è una di quelle piccole gemme che noi italiani non sappiamo di avere finché non succede qualcosa, pur essendo il sito di una delle più importanti colonie della Magna Grecia.
In Europa che questo parco archeologico esiste, invece, lo sanno. Eccome. Tanto che nel 2015 vengono rilasciati dei fondi PON destinati all'area. Che fine hanno fatto questi fondi? Lo vuole sapere anche la Commissione Europea, che ha istituito "uno dei Patti di integrità previsti [...] Il Patto di integrità è un protocollo di legalità stipulato tra ente pubblico appaltante, imprese partecipanti e una organizzazione della società civile che agisce come supervisore indipendente. [...] Il monitoraggio tecnico-giuridico condotto da ActionAid tramite i propri esperti è supportato dal monitoraggio civico realizzato dai cittadini".

Ci è piaciuta perché: è locale, attiva cittadini monitoranti.

http://monitorappalti.it/

TerremotoCentroItalia

Questo è uno di quei progetti di civic hacking semplici, ma geniali.
Di fronte alla distruzione del sisma del 2016, la domanda spontanea fu "cosa posso fare?". Matteo Fortini e Matteo Tempestini hanno risposto con questo progetto.
"Il punto non era [...] gestire l’emergenza online, quanto piuttosto di “far raccontare il terremoto” a chiunque lo stesse vivendo, vicino o lontano. [...] Il problema era quindi provare ad “agganciare” una vicenda territoriale al mondo di internet per [...] capirla meglio e, perchè no, fare qualcosa per le persone che erano state stravolte da questo evento".

Ci è piaciuta perché: dimostra che si può sempre fare qualcosa, anche da lontano.

http://terremotocentroitalia.info/about/

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Elogio alla pirateria di Carlo Gubitosa, Terre di Mezzo Editore

Questo libro, pubblicato nel 2005, racconta 10 storie di ribellioni creative. Rilette dopo 12 anni possono certo far sorridere, ma sono forme di civic hacking ante litteram di cui ora vediamo la normalizzazione (basti pensare alla relazione tra le reti di televisioni di quartiere, pirati dell'etere, e la creazione di video su YouTube, ora assolutamente normali e incoraggiati). 
Come scrive Paolo Attivissimo nella prefazione "Non è necessario che condividiate tutto quello che viene proposto [...] è importante che sappiate quali idee si stanno diffondendo là fuori come soluzione ai problemi causati dallo sfasamento fra leggi, bisogni umani e tecnologia. Strada facendo, scoprirete quante delle cose che ora consideriamo normali e 'tradizionali' sono in realtà il frutto di idee che soltanto pochi anni fa erano ritenute sovversive ed illegali".
Il libro in cartaceo è fuori catalogo, ma è stato rilasciato con una licenza Creative Commons ed è ancora disponibile in PDF.
Buona lettura!

Erika e Matteo

Ps.: se vuoi raccontarci la tua storia (o conosci qualcuno a cui possa interessare farlo), Erika nel suo ultimo blog post spiega perché farlo. Abbiamo esteso la scadenza al 31 agosto!
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