Cos'è il civic hacking?
 
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Cos'è il civic hacking?
Una piccola premessa è necessaria: per rispondere a questa domanda noi stiamo scrivendo un libro, quindi non aspettarti una risposta-bignami qui. Questa settimana vogliamo lanciare alcuni spunti legati ai capitoli del nostro libro (che sono la risposta che noi abbiamo trovato). Leggerai di Open Data, civic hacking (per forza), comunità informali, zone grigie e prototipi. Sono questi cinque, secondo noi, i primi mattoni per cambiare le città e il modo in cui ci relazioniamo con esse.

CANTIERI DI CIVIC HACKING

Open Data e il deserto

Erika ha tradotto un pezzo di Mor Rubinstein sul futuro degli Open Data. "Nell’ultimo anno ho sentito troppo spesso la frase “gli Open Data sono un mezzo per un fine, non un fine in sè”. Il problema è: qual’è il fine per cui stiamo lavorando?"
Il post, che trovi nella pubblicazione CivicHackingIT su Medium, ha generato una certa discussione (oltre ai commenti in calce). Che sia tempo di ripensare al ruolo dei dati? 

Civic hacking, come se ne è parlato

Non ci piace essere troppo autoreferenziali: un sacco di persone fanno cose interessanti, non solo noi. Questa settimana, però, anche Matteo ha fatto una cosa interessante: ha passato un po' di ore a mappare lo stato attuale della discussione online intorno al civic hacking. Punto di partenza: Google. Si è concentrato sui risultati in italiano e ha utilizzato timeline.js della Northwestern University Knight Lab per visualizzarlo su una timeline. Picchi? Se ne parla? Se ne è parlato? Fatti un'idea a partire dalla timeline.

Un esempio di comunità informali: Open Genova

A dire il vero, Open Genova al momento è un'associazione con una struttura, un direttivo, dei soci. Nel 2012, però, era un gruppo di persone che volevano fare qualcosa per la città di Genova. Negli anni hanno fatto di tutto (mappatura digitale di punti d'interesse storico, crowdfunding e censimento di aree verde, solo per citare alcune cose), compreso pubblicare un report molto interessante sulle loro attività: progetti, risultati, fallimenti - e perché le cose non sono andate come previsto. Il tutto da un brainstorming di cinque anni fa.

Un passo per San Luca: crowdfunding civico e zone grigie

Per i bolognesi, il santuario della Madonna di San Luca è un simbolo, specie di notte, quando viene illuminato. Si trova nei colli e, per raggiungerlo, si può scegliere di camminare e affrontare i quasi quattro chilometri di portico. Le 658 arcate sono vecchie e, come tutti gli anziani, scricchiolano: hanno bisogno di un restauro. Così nel 2013 il comune decide di lanciare un crowdfunding civico: un passo per San Luca. Di suo, ci mette un terzo della cifra a cui si aspira e, in un anno, si raccolgono abbastanza fondi per far partire il restauro. Perché i cittadini donano? Perché le cose pubbliche sono di tutti, quindi anche loro. Perché il comune dona? Perché è impensabile pretendere un impegno dai cittadini se non ti impegni anche tu.

Costruire prototipi, l'esempio di Sardegna Open Bootstrap

Matteo Enna è un programmatore sardo che, a quanto pare, lo scorso weekend aveva un po' di tempo libero e ha creato Sardegna Open Bootstrap. "Sardegna Open Bootstrap è una piattaforma in versione beta che combina i risultati delle ricerche su Wikipedia, Instagram e un dataset Open Data sui punti di interesse in Sardegna": una pagina semplice per ogni paese sardo, che aggrega un po' di dati sul paese stesso.
I prototipi sono una di quelle cose che i civic hacker amano e abbiamo scelto questo perché è il più recente di cui siamo a conoscenza (ma ce ne sono - e sono stati - molti, molti altri).

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Il nostro diritto digitale alla città, a cura di openpolis

Una raccolta di scritti di vari pensatori che ci pone davanti una questione scottante: abbiamo diritto a cambiare le città attraverso il digitale? 
Passando tra dati, mappe, affitti e molto altro, gli autori dei vari capitoli offrono una panoramica del rapporto tra città e cittadini, tecnologia e (civic) hacking. Una traduzione snella e degli originali in stile pamphlet aiutano a farsi delle domande, anche quelli di noi che di mestiere non fanno i ricercatori.
Buona lettura!

Erika e Matteo

Ps.: se vuoi raccontarci la tua storia (o conosci qualcuno a cui possa interessare farlo), Erika nel suo ultimo blog post spiega perché farlo. Abbiamo esteso la scadenza al 31 agosto!
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