Libri estivi (ma anche no)
 
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Fa caldo (come sempre d'estate). I telegiornali consigliano di non uscire nelle ore più calde (come sempre d'estate). Noi scriviamo e ti consigliamo qualche bella lettura da fare nei prossimi giorni.

ROMANZI (O QUASI)

Toccare le nuvole di Philippe Petit

Philippe Petit è un funambolo, uno di quei personaggi che usa una corda per restare sospeso tra terra e cielo. Negli anni Settanta vede un'immagine delle Torri Gemelle e se ne innamora: lì è dove tenderà la sua corda. Questo libro parla di un meraviglioso atto artistico di ribellione alla gravità. Parla anche di civic hacking: del bisogno di trovare un utilizzo diverso delle infrastrutture della città; del bisogno di trovare una rappresentazione per sé tra i palazzi; della necessità di prepararsi e studiare e documentarsi prima di mettersi all'opera.
TEA o Ponte alle grazie sono gli editori (quest'ultimo l'ha intitolato The Walk, cavalcando il successo di cui ha goduto il film). Erika l'ha recensito per Il Colophon, la rivista letteraria di Antonio Tombolini Editore.

La gigantesca barba malvagia di Stephen Collins

Qui è un posto tranquillo, ordinato, calmo. Il tempo e le persone scorrono senza mai un brivido, senza mai una scossa, finché... Fino a che al glabrissimo Dave spunta un pelo, che si trasforma in una enorme, gigantesca barba. Una barba che invade Qui, una barba che Dave e gli abitanti cercano di disciplinare, di normalizzare, di rendere meno paurosa.
A parte il non tanto celato riferimento alla peluria facciale di Matteo, abbiamo scelto questa graphic novel edita Bao Publishing perché parla della ribellione, del modo di vedere il mondo e dell'atto creativo insito in ognuno dei civic hacker che conosciamo. C'è qualcosa che si può cambiare? Cambialo!

Un americano alla corte di re Artù di Mark Twain

Hank Morgan è un giovanotto di fine Ottocento del Connecticut che viene spedito in Inghilterra e indietro nel tempo, precisamente nel 528. Sfruttando le sue conoscenze moderne, Hank rivoluziona la vita ai tempi di re Artù. Questo romanzo ha a che fare con il fare civic hacking per due motivi:
1. quando si sa una cosa, non si può non saperla;
2. osservare non basta, bisogna fare!
(Se sei in vena di avventure, puoi leggerlo in inglese, dato che è un romanzo in pubblico dominio).

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Surplus cognitivo di Clay Shirky, Codice Edizioni

Se possiamo permetterci di fare civic hacking (e scriverci un libro) è perché abbiamo del tempo libero. In questo libro, Clay Shirky ci costringe a riflettere su come sfruttare la risorsa "tempo libero". Tra lolcat e Wikipedia, ognuno decide di impegnare il proprio tempo a seconda di inclinazioni e interessi.
"La quantità di valore pubblico e civico che otteniamo dal nostro surplus cognitivo è una questione ancora aperta, fortemente influenzata dalla cultura dei gruppi che praticano la condivisione e dalla cultura della società in cui quei gruppi vivono".
I civic hacker, semplicemente, impiegano il proprio tempo per risolvere problemi concreti nei contesti sociali in cui si trovano.
Buona lettura!

Erika e Matteo
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