Il civic hacking è qui tra noi!
 
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Questa settimana parliamo di nuovo di esperienze concrete di civic hacking, in particolare di alcune esperienze che facevano hacking civico senza nemmeno saperlo. Sono storie di gruppi, associazioni, organizzazioni informali, ma anche di singoli. Varie sfaccettature per rispondere a problemi diversi, tutti concreti.
Se ti sono sfuggite le storie precedenti, ne abbiamo parlato in questo numero della newsletter e in quello della scorsa settimana.
Come per le altre storie raccontate, anche quelle di questa settimana parlano di aspetti che si sovrappongono ad altre definizioni (ad esempio cittadini monitoranti, accountability, Open Data), ma, ad essere completamente onesti, le definizioni troppo strette non ci piacciono molto.

Ti invitiamo ad usare #CivicHackingIT per farci sapere altre cose che potrebbero essere interessanti per la nostra newsletter (insomma, parliamo di civic hacking in Italia, ne abbiamo tutti bisogno).

CIVIC HACKING?

Openpolis

L'idea di fondo di Openpolis è rendere la Pubblica Amministrazione accountable (che significa rendere l'operato della PA facilmente oggetto della valutazione dei cittadini, un po' come nelle polis greche). "Ciò che anima e orienta il percorso di Openpolis ha a che fare molto di più con l’informazione e la politica che con la tecnologia. Ma le tecnologie digitali (in particolare quelle open source) sono state il presupposto, materiale e teorico, da cui siamo partiti e sono tutt'ora l'ambiente all'interno del quale immaginiamo gli sviluppi futuri".​
Nel tempo hanno realizzato varie cose parecchio interessanti (voisietequi - test di orientamento elettorale; openbilanci e openparlamento, per citarne solo alcune).

Ci è piaciuta perché: tutti i loro strumenti sono a prova di niubbo e verificare l'operato del Pubblico diventa molto più semplice per tutti.

https://www.openpolis.it/

Monithon

Questa è una maratona di monitoraggio civico per valutare sul campo come vengono spesi i soldi pubblici. Questo è quello che ci viene presentato dal sito, ma, oltre ai cittadini monitoranti, c'è di più. "Quello che è emerso fin da subito, infatti, era che il vero lavoro per far partire e poi per sviluppare l'iniziativa non era tanto di tipo tecnologico, ma era nella creazione di reti di rapporti con le comunità, partnership con realtà e associazioni esistenti, e una connessione è sempre più forte con le amministrazioni, a partire dall'iniziativa OpenCoesione, che è stata fin da subito un supporto formidabile a livello di idee e di diffusione dell’iniziativa" 

Ci è piaciuta perché: ne abbiamo seguito con interesse l'evoluzione per quattro anni e non si concentra solo sulla tecnologia.

http://www.monithon.it/​

Open Data Bassa Romagna

Franco Morelli è un ingegnere informatico, vive nella bassa Romagna e si occupa - tra le altre cose - di Open Data.
Come si arriva a fare civic hacking in una zona piccola e nebbiosa, come la bassa Romagna? Grazie ad un problema concreto: rendere disponibile l'albo pretorio fuori dal sito del comune.
"Da qualche tempo sentivo l’esigenza di ‘fare qualcosa per la comunità’, per usare un’espressione inflazionata; probabilmente spinto dal quel sentimento che nasce quando si dà alla luce un figlio e ci si accorge che il mondo da lasciare in eredità lo si vorrebbe migliore di quello attuale [...]. Ho ritenuto che l’attivismo civico-digitale sarebbe stato un buon modo di unire le mie conoscenze tecniche al bisogno di partecipare al miglioramento della comunità". Franco racconta tutti i suoi esperimenti nel suo blog.

Ci è piaciuta perché: Franco parte sempre da problemi concreti e sperimenta per trovare una soluzione.

http://www.opendatabassaromagna.it

Ponti radio e Wi-Fi cittadine

Creare un'area coperta dalla connettività Wi-Fi per oltre 90 km, nei suoi punti più lontani, senza 3G, 4G e un investimento sotto i mille euro. Farlo usando ponti radio, i campanili delle chiese e conoscenze condivise da generazioni diverse, quelle dei radio amatori e degli appassionati del software libero. Spingere ai limiti la tecnologia per facilitare l'accesso ad Internet negli anni 2005 - 2008, grazie alla tenacia e ad uno sforzo congiunto di molte persone, stimolate dalla voglia di sperimentare di Ivan Dalla Zuanna, radioamatore e sistemista Linux. 
"Al giorno d’oggi esistono i provider di connettività wireless (WISP) che utlizzano logiche sostanzialmente identiche a quelle utilizzate al tempo a livello sperimentale. Quindi non solo il progetto è replicabile ma il modello è tutt’ora in utilizzo"​.

Ci è piaciuta perché: sebbene il processo in sè sia piuttosto tecnico, la scintilla di partenza è mettere in contatto due mondi che non si parlano.

http://web.archive.org/web/20071122194323/http://beta.man-at-work.it/index.php/progetto

(Hai notato che il sito è archive.org? Questo perché non sempre la documentazione resiste alla prova del tempo. Santo archive.org: forse rifletteremo sulla necessità di rendere più permanenti gli atti di civic hacking in un altro numero della newsletter.) 

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Dodici casi per i vedovi neri di Isaac Asimov, Minimum Fax

Asimov è principalmente noto per i suoi lavori di fantascienza, ma è piuttosto dotato anche come giallista. In questo volume l'autore ci introduce a dei gentiluomini bizzarri dediti a misteri e cene luculliane. Asimov si diverte con questi gentiluomini un po' snob e obbliga anche noi a divertirci con lui e con loro.
Capovolgere i ruoli prestabiliti, risolvere problemi concreti, coinvolgere attori esterni e lavorare con altre persone sono tutte caratteristiche fondamentali per fare civc hacking. "Come ho fatto a non pensarci?" - tipica domanda che ci si pone alla fine di ogni racconto - è la reazione che tutti i progetti di civic hacking dovrebbero suscitare.
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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