Parliamo di città
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Convegni (e finanziamenti) sulle smart cities, partecipazione civica dei cittadini, amministrazioni e PON Metro. Di questi tempi sembra che la città più che vissuta, vada amministrata. Città intelligente, digitalizzazione dei processi a tutti i costi, big data e altre parole acchiappa-clic rendono forte la sensazione che pian piano i cittadini siano ridotti a spettatori all'interno degli spazi urbani che faticano a riconoscere. Che momenti restano per hackerare i processi civici, o anche solo per comprenderli?

Non abbiamo risposte, ma rifletterci sembra urgente. Abbiamo detto che la cosa pubblica è anche nostra, quindi, oggi parliamo di alcune zone grigie che troviamo nelle città.

CHE SPAZI CI RESTANO?

Creatività, arte e remix

Fatti di numeri è uno spettacolo teatrale che abbiamo scoperto grazie a Valeria Montanari e Anna Riccioni del Comune di Reggio Emilia (che hanno inviato la storia durante la call for papers per il libro). Durante un processo partecipativo viene avanzata una proposta: perché non creare qualcosa di artistico a partire dagli Open Data rilasciati dall'Amministrazione?

Lo spettacolo (che puoi vedere a questo link) è la dimostrazione di cosa possono fare i cittadini per difendere il loro status di cittadini, non spettatori: remixare le risorse messe a disposizione, condirle con un po' di creatività e sfornare qualcosa di nuovo, di diverso (e parecchio buffo).

Difendere ciò che è pubblico

Cosa è civico, cosa è pubblico? Queste sono le due domande da cui parte Ilaria Vitellio in questo pezzo per ForumPA. Lei è una napoletana verace, stanca della narrazione intorno a Napoli (Scampia ti dice nulla?) fonda MappiNa, una piattaforma di mappatura collaborativa (o collaborative mapping) che permette di plasmare una diversa rappresentazione della città, grazie agli occhi e alle orecchie digitali dei suoi abitanti.

In questo pezzo, in particolare, Ilaria riflette non tanto su MappiNa, ma sulla necessità di considerare pubblici gli spazi civici, anche in termini di licenze, tecnologie civiche e co-produzioni territoriali. Spazi che vanno riconquistati e difesi attraverso una rielaborazione collettiva.

Partiamo da problemi concreti

Quanta gente muore nell'incrocio sotto casa? Nel 2015 se l'è chiesto il giornale L'Eco di Bergamo e ne ha fatto un'inchiesta di data journalism con visualizzazione su mappa dei punti caldi. La cosa sarebbe finita lì, se il comune non avesse visto l'articolo. Qualcuno, nell'enorme macchina burocratica bergamasca, l'articolo l'ha visto e ha deciso di fare qualcosa di concreto.

In via Borgo Palazzo, in particolare, sono stati installati dei semafori che, regolando il traffico, hanno ridotto la pericolosità dell'incrocio (la Regione Lombardia sostiene che da settanta gli incidenti si sono ridotti a zero, ma noi non ci siamo mai stati quindi leggi il link e curiosa nei dati per smentire o confermare).

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Atlante delle isole remote. Cinquanta isole dove non sono mai stata e mai andrò di Judith Schalansky, Bompiani

Un meraviglioso progetto editoriale (l'autrice è una grafica che ha fatto attenzione a tutto, perfino alla grammatura della carta con cui questo libro è stato stampato) che parla di porzioni di mondo remote, inacessibili o semplicemente dimenticate. Mappe e storie si coniugano insieme per ricordarci che le rappresentazioni sono sempre semplicistiche. Che c'è una differenza tra abitanti e abitatori. Che una città non è solo un territorio.

(Erika ne ha parlato in questo pezzo per la rivista letteraria Il Colophon, nel caso volessi saperne un pochino di più.)
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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