Mappe, mappe delle mie brame!
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Questa newsletter sulle mappe era fissata nel calendario editoriale da un po', ma abbiamo scoperto solo in questi giorni che cade a fagiolo: dal 12 al 18 novembre ci sarà la OSM Geography Awareness Week, una settimana per mappare e creare contenuti per migliorare OpenStreetMap. Hai un po' di tempo? Curiosa nel sito e vedi cosa puoi fare.

Tornando alle mappe, perché parlarne in una newsletter sul civic hacking? Oltre ad essere un modo fantastico di visualizzare le informazioni, mappe e carte geografiche sono anche strumenti piuttosto utili. Mappare significa anche rappresentare una situazione, quindi ci prenderemo qualche licenza poetica, ma ti garantiamo che sarà interessante.

MAPPE, CARTE E ALTRE STRANE BESTIE

Civic hacking dal passato

In un caldo giorno di luglio 2014 Simone Cortesi si accorge di una cosa: le mappe usate dall'Agenzia delle Entrate sono stranamente simili ad OpenStreetMap, ma non viene citata la Wikipedia delle mappe da nessuna parte. Grave? Beh, sì. Punto primo: viola la licenza d'uso. Punto secondo: sei il detentore del catasto e usi una mappa non tua (perdipiù fregandotene allegramente delle giuste attribuzioni). Il punto non è usare OpenStreetMap (è lì per essere riutilizzata), il punto è la strana concezione per cui "è sull'internet, quindi ci faccio quel che mi pare e nessuno può rompere le scatole". Simone (e altri utenti di OpenStreetMap) cominciano a parlarne sui social, lanciano un hashtag, creano una conversazione intorno alle licenze. Per scoprire come va a finire questo piccolo atto di civic hacking, puoi leggere questa discussione in Spaghetti Open Data (discussione lunga, articolata e a più autori) oppure leggere questa pagina nel sito di OpenStreetMap (se vuoi sapere in pochi secondi come va a finire).

Fammi vedere un po' il turismo

Ti è mai capitato di pensare: "ma quanti alberghi ci sono nella città dove vivo?", usando "albergo" come sinonimo di struttura ricettiva? Al CNR di Pisa sì, quindi si è chiesto quali regioni rilasciano in Open Data le informazioni sulle strutture ricettive. La risposta è stato questo interessante prototipo di osservatorio nazionale sul turismo: "Ad oggi è possibile visualizzare la quantità di open data che sono stati messi a disposizione regione per regione. Molte di queste non hanno dato libero accesso ai loro dati e, per questo, il progetto intende sensibilizzarli ad una maggiore apertura per la creazione di un portale unico di riferimento per lo sviluppo del turismo italiano".
Anche se ci fossero tutti i dati, aggiornati e disponibili, non sarebbe possibile avere informazioni sull'economia sommersa legata all'accoglienza turistica. OpenPuglia ha deciso di fare qualcosa e ha scavato nei numeri di AirBnb: "attraverso i dati degli annunci pubblicati sarebbe infatti stato possibile vedere quante erano, dove si trovavano e come erano fatte le strutture ricettive “alternative” a quelle ufficiali. Sarebbe stato possibile vedere quali di quelle ufficiali (ad esempio i B&B) si avvalevano della piattaforma per promuovere e gestire la loro attività. Seguendo nel tempo l’attività delle varie strutture sarebbe stato possibile capire come queste lavoravano, rendendo quindi possibile stimare ad esempio il numero di turisti ospitati, la quantità di denaro (e di “nero”) che riuscivano a movimentare, l’andamento dei prezzi, l’indice di occupazione delle strutture e così via". Vincenzo Patruno ha raccontato il processo nella sua pagina Medium.
 

Mappiamo?

Ci sono appena state le elezioni in Sicilia (noi, abitando a Trento, non abbiamo votato, quindi perché parlarne?). La comunità di OpenDataSicilia, riprendendo un lavoro fatto da Cristiano Longo e Generazione Y/Diritto di accesso, ha pensato che la campagna elettorale fosse un momento buono come qualsiasi altro per monitorare la produttività dei propri rappresentanti. Non ti raccontiamo quali indici hanno adottato e come sono arrivati alla classifica (altrimenti non avresti motivo di cliccare da nessuna parte). Ti raccontiamo, invece, che dopo una lunga discussione in mailing list, la cosa ha catturato l'interesse di LetteraEmme, un quotidiano online di Messina. Dati alla mano, i giornalisti sono riusciti a capire chi ha lavorato di più, chi di meno, chi per nulla. L'inchiesta è nel sito di LetteraEmme, ma ti consigliamo caldamente di leggere anche la mailing list di OpenDataSicilia che dimostra quanto lavoro serve anche "solo" per monitorare.

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Atlantis Magni Tomus Tertius

Se sai un po' di latino, ti chiederai cosa c'è di speciale nel volume tre di una raccolta di carte geografiche. In generale, niente. In questo, un sacco di cose.
Punto primo: è un libro misterioso, non si sa bene come sia nato né perché.
Punto secondo: è antico, talmente antico da poter essere digitalizzato e rilasciato in pubblico dominio (cosa che ha fatto la Biblioteca Comunale di Trento all'interno di un percorso, che va avanti da qualche anno, di digitalizzazione delle opere della biblioteca stessa. Altre cose interessanti dalla biblioteca trentina visto che ci sei? Le opere di Cesare Battisti e il volume che parla di parelio, di cui parla Eusebia Parrotto nel suo blog).
Punto terzo: ti serve davvero un altro punto per andare a curiosarci? Sì? Va bene. Le immagini sono MERAVIGLIOSE. Sono talmente belle che ne abbiamo fatto stampare qualcuna e le abbiamo messe nella libreria fisica di #CivicHackingIT.
Le digitalizzazioni delle immagini le trovi qui: https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Atlantis_Magni_Tomus_Tertius_(Biblioteca_comunale_di_Trento) (se non ti fidi di Commons, sappi che è uno dei fratellini di Wikipedia, quello che raccoglie immagini libere).
 
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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