Relazione con la PA
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Tra l'Amministazione Pubblica e i cittadini (quindi anche tu) c'è una relazione. Amore? Odio? Fastidio? Dipende dai periodi e dalle esperienze.

Sotto campagna elettorale, sembra di stare su Tinder: molti mostrano solo il lato migliore per sembrare più appetibili. Nella vita quotidiana sembra di essere una vecchia coppia di sposi: ci si infastidisce a vicenda, ma si sa che le cose vanno così. Sotto la luce dei propri successi personali (un progetto di civic hacking che trova l'appoggio e il sostegno di un buon amministratore), sembra di essere al primo appuntamento: le possibilità sono infinite, l'emozione palpabile, tutti sono carini e magici.

Come in tutte le relazioni, anche in quella con la Pubblica Amministrazione, si tratta di capire le proprie aspettative, assicurarsi che le parole che usiamo vogliano dire quello che intendiamo anche per il nostro interlocutore e fare attenzione a ciò che viene comunicato. Dopodiché, una botta di fortuna non fa mai male.

T'amo... Non t'amo...

Una promessa è una promessa

In questo periodo, come in tutti i mesi pre-elezioni, sembra che ai nostri rappresentanti politici sia concesso dire qualsiasi cosa. Noi - cittadini - assumiamo che mentano, che siano "solo" promesse per ottenere voti, che qualsiasi cosa venga detta non si concretizzerà. Come tutte le parole vuote (pensa solo a quante aziende si autodefiniscono "leader del settore"), le promesse elettorali vengono dimenticate in fretta - sia da chi le ascolta, sia da chi le declama. Possiamo farci qualcosa? Politicamente corretto dice di sì: vuole prendere sul serio ciò che viene detto in campagna elettorale e, un domani, chiederne conto. Quindi, "si pone come scopo quello di aggregare e non disperdere contenuti utili a tutti provenienti da fonti di varia natura (ufficiali e non)". Senza occuparsi di promesse generiche (tipo la pace nel mondo), il progetto si occupa di affermazioni concrete, verificabili e provenienti da fonte certa, esempio? Asili gratis, affitto azzerato nelle case popolari per gli ultra settantenni, misure per le persone truffate dalle banche, maternità surrogata e molto altro.

Parliamo del principio di sussidiarietà

"Il governatore John Ratcliffe, insieme al capitano John Smith e al resto della Compagnia della Virginia, approda nel “Nuovo Mondo” con il compito di fondare una colonia per conto di Re Giacomo I d’Inghilterra. Il suo vero scopo però è quello di impossessarsi delle immense ricchezze della Virginia a scapito delle popolazioni native, la tribù degli Algonquin, di cui fa parte la bellissima principessa Pocahontas.
In questo caso siamo in presenza di una palese violazione del principio di sussidiarietà". Così ce lo racconta Diritto e Fiabe (un blog-esperimento di uno studente di giurisprudenza). Perché un civic hacker dovrebbe interessarsene? Perché è una di quelle cose che vengono in mente agli amministratori quando hanno a che fare con i civic hacker: chiunque tu sia, sarai sicuramente molto più consapevole del traffico della tua via, rispetto a un vigile/assessore/dirigente che ci passa per caso. La cosa ha implicazioni sia positive, che negative (questo blogpost è un buon punto per cominciare a rifletterci), ma averne un'idea - anche vaga - male non fa.

Cosa ti aspetti?

Come in tutte le relazioni, anche quella con la PA è carica di aspettative, da entrambi i lati. Si varca la soglia (reale o virtuale) con il vestito buono e le migliori intenzioni: "guarda cosa si può fare!". Dopodiché, ci si scontra con la realtà: le cose non vanno come avevamo previsto, l'appuntamento è noioso, la cena fa schifo.
Per farti capire di cosa parliamo, partiamo da un luogo concreto: la biblioteca (un servizio pubblico che amministra cose pubbliche). Qualche giorno fa si è diffusa la notizia dei netturbini di Ankara che hanno creato una "biblioteca" recuperando i libri dalla spazzatura. "Combattiamo una battaglia quotidiana per far capire a chi ci vuol donare i propri libri, a chi ci chiama convinto che gli vuoteremo la cantina, a chi pensa faremo spazi nei nostri scaffali per  metri di enciclopedie degli anni '80, che la raccolta di una biblioteca non è un'accozzaglia di volumi messi insieme a caso, ma un insieme progettato, ragionato e continuamente sottoposto a revisioni e verifiche" è la risposta di Denise Picci, bibliotecaria. L'aspettativa da entrambi i lati è chiara (molto di più se ti prendi un paio di minuti per leggere tutto il post).

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Dizionario di democrazia partecipativa di Fabiola de Toffol e Alessandra Valastro

Sviluppo.
Questa parola ha un significato leggermente diverso a seconda di chi la pronuncia: se programmi, visiti un paziente o studi economia la parola è la stessa, ma, per te, si parla di cose diverse.
Per evitare di cadere nello stesso inganno, ti consigliamo di capire cosa intende la Pubblica Amministrazione con le parole che sceglie. Questo dizionario, curato per la Regione Umbria, ti permetterà di assicurarti, ad esempio, che gli Open Data di cui parli siano la stessa cosa nella testa del politico che ti sta di fronte. Che "partecipazione" significhi la stessa cosa per tutti gli interlocutori. Che "scadenza" significhi limite temporale e non qualche altra cosa.
Al contrario della famosa canzone Let's call the all thing off (quella che dice “You like to-may-toes /təˈmeɪtoʊz/ and I like to-mah-toes /təˈmɑːtoʊz/” per capirsi), non si tratta solo di modi diversi di dire la stessa cosa. Si tratta di ostacoli concreti nella comunicazione e, quindi, di fonte di frustrazione e di insuccesso.
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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