Documenta quello che fai!
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Erika adora le liste. Soprattutto su Twitter. Di solito le tiene private, divise per interesse, ma questa no. La lista di - quasi - tutti gli account che abbiamo citato in questa newsletter la trovi nel suo profilo. Solo settanta account. Facendo due conti, la newsletter esiste da luglio 2017 e in ogni numero citiamo tre o quattro progetti (senza contare i libri). Dovrebbero essere più vicino al centinaio.

Perché non sono più vicini a cento?

I problemi sono due:
  1. non tutte le cose che abbiamo citato sono scritte da qualcuno che sta sui social - o meglio su Twitter;
  2. i civic hacker si raccontano poco. Se da una parte ce ne sono alcuni che pubblicano più materiale di una piccola casa editrice, altri proprio non se la sentono. Entrambi gli atteggiamenti sono legittimi, ma chi scrive di quello che fa ha di sicuro più probabilità di finire in questa newsletter. 
Se a queste due cose, aggiungi anche che la nostra bolla informativa è, come quella di tutti, piuttosto ristretta e statica, diventa abbastanza chiaro che non sempre riusciamo a scovare fonti nuove. Comunque ci proviamo!

Sei quello che scrivi

Attenzione alla propaganda!

Openpolis è un'associazione che fa progetti per l'accesso alle informazioni pubbliche e promuove la trasparenza e la partecipazione democratica dei cittadini della rete. Nei periodi di elezioni lavorano parecchio (ma pure durante l'anno non scherzano): per dieci anni hanno curato uno strumento/quiz per capire meglio chi votare. Quest'anno, però, hanno deciso di fare qualcosa di diverso: "Per queste elezioni openpolis ha deciso di cambiare passo. Non ci sarà voisietequi, ma lanceremo due nuovi progetti: il Pac, per monitorare la propaganda politica su Facebook, e un servizio per conoscere dati personali, incarichi passati e interessi economici di tutti i candidati". Raccontano il perché di questa scelta nel loro blog, dove possiamo anche trovare un approfondimento su Political Ad Collector - plugin che noi abbiamo già installato nei nostri browser. Le cose che abbiamo visto finora sono sorprendenti (ad esempio di pubblicità politica ne vediamo poca, ma Erika ne vede più di Matteo).

Vedere non basta

Questa settimana Giovanni Pirrotta ha lanciato VisualCAD, una mappa interattiva della storia del Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD). Puoi curiosarci da www.visualcad.it. La cosa interessante è che questo progetto è frutto del lavoro di varie persone che hanno deciso di raccontare quello che fanno: da chi ha fatto visualizzazioni delle leggi come Gregor Aisch, al team digitale di Piacentini che ha deciso di condividere il CAD su GitHub. Giovanni ne parla diffusamente in questo blogpost: "per la prima volta (che io sappia) è possibile fotografare tutta la storia del Codice dell’Amministrazione Digitale in un’unica infografica [...] è possibile navigare tutto il CAD con tutti i suoi aggiornamenti, in modo semplice, interattivo e fruibile da qualsiasi cittadino". Un risultato che non sarebbe stato possibile se tutte le persone e le istituzioni che Giovanni nomina nel suo blogpost non avessero deciso di raccontare in qualche modo quello che avevano fatto e non lo avessero reso disponibile da utilizzare.

Anche noi, un po'...

Se davvero la documentazione è così importante perché noi non stiamo raccontando come sta andando con il nostro libro? Qui ti sbagli, lo raccontiamo eccome. Questa settimana Erika ha scritto due blogpost su Medium in cui ha raccolto un po' degli strumenti che stiamo adottando. Racconta ad esempio "se scrivere un libro è come dare vita ad una foresta, è chiaro che devi servirti di scarpe comode. Fuor di metafora, le mie scarpe comode hanno un unico nome: Scrivener — un software pensato appositamente per gestire la scrittura". Ma anche che "prima di cominciare, non mi ero soffermata a pensare a quanti minuti servono per far progredire un progetto di questo tipo [...] ma se ti interessa scrivere un libro, far uscire una newsletter settimanale o tenere una pubblicazione su Medium che sia un minimo interessante, devi considerare questo: non sono alberi, sono foreste. Gli alberi, una volta piantato il seme, con un po’ di pazienza e di fortuna crescono. Le foreste no. Le foreste sono ecosistemi: ci sono cose nascoste, minacce esterne, equilibri".

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Language design di Yvonne Bindi, Apogeo

Qualsiasi sia il lavoro che fai, le parole sono importanti, ma ancora più importante è come vengono lette. In questo saggio, Yvonne Bindi ci racconta il mondo più o meno segreto (o meglio, spesso dimenticato) di come le persone interagiscono con le parole. Hai deciso, dopo aver letto questa newsletter, che devi documentare di più quello che fai? Ottimo! Perché non farlo nel modo migliore possibile? Perché non pensare a chi legge? Perché non pensare ai testi come una parte fondamentale dell'architettura dell'informazione del tuo progetto?
La tesi dell'autrice è che le parole devono portare ad un'azione. Se ti concentri sull'aspetto civic dell'azione (che per comodità chiameremo hacking), i risultati potrebbero essere: permettere di riusare un prototipo, raccontare com'è nato, far compilare un form oppure molte altre cose a cui noi non abbiamo nemmeno pensato. Questo libro ti aprirà un mondo, fidati!
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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Questa mail ti arriva perché ti interessa restare aggiornata/o sulla situazione del civic hacking in Italia (e qualche occasionale spunto dall'estero). La newsletter è curata da Erika Marconato e Matteo Brunati (stiamo anche lavorando ad un libro per raccontare il civic hacking in Italia).
 
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