FOIA, e quindi?
Non riesci a leggere questa mail? Usa il browser!

La scorsa settimana abbiamo accennato al FOIA, la norma che regola l'accesso civico in Italia. Accennato, convinti che ne avevamo già parlato. In effetti, per averne parlato, ne abbiamo parlato, ma molto prima di quanto ci ricordassimo. Se vuoi ripescare quella newsletter, la trovi nell'archivio.

Questa settimana ti vogliamo raccontare alcune cose pratiche che sono state fatte grazie al FOIA. Inchieste giornalistiche, esperimenti e analisi resi possibili da una norma che permette ai cittadini di richiedere dati e informazioni alle amministrazioni. Come tutte le norme, anche lei è complessa e richiede di fare le cose per bene. Se stai pensando di inviare una richiesta, non ti far spaventare: i risultati possono essere stupefacenti.

Giochi, scuole e case di vetro

La preghiamo di attendere

Maurizio De Magnis, ossia olistik, è uno sviluppatore che, tra le altre cose, si interessa di GlobaLeaks, una piattaforma Open Source che abilita iniziative di whistleblowing (denuncia dall'interno), sviluppata dal Centro Hermes per la Trasparenza ed i Diritti Umani Digitali.
Dato che l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha adottato questa piattaforma per i whistleblower pubblici, Maurizio decide di capirne di più: "Nello specifico cerco di capire se e come sono state riutilizzate componenti opensource". Fa una richiesta di accesso civico (trovi tutti i dettagli nel suo post su Medium), ma la risposta è il corrispettivo della musichetta che ti trapana il cervello mentre cerchi da parlare con un operatore al telefono. Facendo un rapido conto dei giorni, la musichetta dovrebbe terminare questa o la prossima settimana. Vedremo.

Scusa, quanto?

95 miliardi è quanto spendiamo in Italia in gioco d'azzardo.
Il numero, in sè, non dice nulla di importante. Il modo in cui ci si è arrivati invece sì. "Raffaele Mastrolonardo — Dataninja — ha conservato le due lettere dell’Agenzia dei Monopoli. Le ha mostrate durante la conferenza stampa di presentazione del progetto alla Camera. L’oggetto è lo stesso: è la richiesta per l’accesso ai dati sulle slot in Italia. La risposta dell’Agenzia però è diversa. La prima lettera ha ricevuto n rifiuto, la seconda un sì. E questo perché Dataninja ha effettuato una richiesta di accesso civico sulla base del Freedom of Information Act (il Foia) che dal 23 dicembre 2016 consente a tutti i cittadini italiani, non solo ai giornalisti, di richiedere alla Pubblica amministrazione atti, dati e documenti pubblici". L'inchiesta per GEDI si intitola L'Italia delle slot. Il come si è arrivati ai numeri è raccontato da Marianna Bruschi su Medium.

Tutto da imparare

"Ad agosto AGI ha fatto richiesta di accesso civico al Ministero dell’Istruzione utilizzando la neonata legge italiana sul Freedom of information act, il FOIA [...]. Abbiamo chiesto tutti i dati che servono a capire quante scuole sono connesse in rete, come sono connesse, quali strutture offrono e dunque a raccontare in dettaglio come avanza, se avanza, la digitalizzazione del mondo scolastico italiano". Elisabetta Tola racconta così la raccolta di dati che ha dato il via all'inchiesta sulle #scuoledigitali. I dati, come sempre, servono a raccontare una storia e il modo per ottenerli è una norma e tanto lavoro redazionale, tutto perfetto. Le scuole, perfette non è la parola, ma non sono prese così male. L'inchiesta è lunga e complessa, ma noi apprezziamo particolarmente le note su come è stato svolto il lavoro (sarà che siamo ficcanaso per natura?).

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Ignoranza di Stato – Rapporto sull’applicazione del Foia italiano, a cura di Diritto di sapere

"Ignoranza di Stato è il primo monitoraggio sull’applicazione del Foia italiano ed è stato realizzato inviando 800 richieste di accesso generalizzato con il coinvolgimento di 56 volontari tra giornalisti, cittadini e attivisti di ONG come Greenpeace, Legambiente, Transparency International – Italia e Arcigay", così ce lo presentano sul sito. Quello che non dicono è che questo è un lavoro fondamentale. Non basta fare le norme, che i cittadini le seguano e che ne siano coscienti. Bisogna anche vigilare su come le norme vengono applicate. Ultimamente abbiamo visto un'inchiesta in cui uno degli intervistati diceva, parafrasando, che non sono più le forze dell'ordine a creare problemi, ma i cittadini.
Ecco, fare civic hacking è anche monitorare.
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
Ps. come sempre, se trovi qualcosa di interessante a tema #CivicHackingIT, segnalacelo su Twitter.
Condividi su Facebook!
Condividi #CivicHackingIT!
Civic hacking - sito
#CivicHackingIT su Twitter
#CivicHackingIT su Medium
Questa mail ti arriva perché ti interessa restare aggiornata/o sulla situazione del civic hacking in Italia (e qualche occasionale spunto dall'estero). La newsletter è curata da Erika Marconato e Matteo Brunati (stiamo anche lavorando ad un libro per raccontare il civic hacking in Italia).
 
Vuoi far sapere loro qualcosa? Usa la mail.

Sei o conosci un editore a cui potrebbe interessare pubblicare il libro? Parti da qui.


Conosci qualcuno che potrebbe essere interessato a questa newsletter? Inoltra la mail.

Hai perso un numero passato? Recupera l'archivio.

Non ti interessa più ricevere queste mail? Cancellami!
 
*|REWARDS|*