Migrazione, linguaggio, informazione
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Nel caso non lo sapessi, questa newsletter fa parte di un progetto editoriale un po' più ampio con cui vogliamo raccontare come va il civic hacking in Italia. La parte più consistente - sebbene ancora piuttosto privata - del progetto è la scrittura di un libro, un saggio divulgativo proprio sul civic hacking. Abbiamo lanciato l'idea un anno fa e, da allora, ci stiamo lavorando. Queste settimane stiamo cercando disperatamente di finirne la stesura, il che implica che il calendario editoriale delle newsletter è un po' meno preciso del solito (ossia, non è ancora stato definito).

Da una parte, ci dispiace. Dall'altra, ci permette di essere molto più reattivi agli eventi. Ad esempio, al subbuglio causato da una nave nel Mediterraneo. Oggi parliamo di migrazione e scompigli.

Parapiglia privati e cambi di prospettiva

Migra le tue fonti

Sui migranti viene detto e scritto praticamente qualsiasi cosa. Per noi è piuttosto frustrante, quindi abbiamo deciso di migliorare un po' la nostra dieta informativa. Come? In tre semplici passi:
  1. Trovare un modo di verificare le dichiarazioni dei politici (se non hai idea di come sbrogliare la matassa, nemmeno noi. Per cominciare, aiuta seguire con attenzione il lavoro di Pagella politica - qui trovi il link alla sezione "migranti" e se non sai chi sono, ne abbiamo parlato qualche numero fa).
  2. Leggere lavori giornalistici il più possibile neutri. Capiamoci, ogni giornale ha la propria linea editoriale - e la propria preferenza politica, ciò non è necessariamente un male: lo diventa quando, da lettori, risulta pressoché impossibile riconoscerle. Detto ciò, Valigia Blu fa un ottimo lavoro in generale, ma il pezzo sulla Aquarius è davvero illuminante.
  3. Cercare il tempo per informarsi. In questo periodo stiamo cercando di finire di scrivere il libro (ci siamo quasi, ancora un piccolo sforzo, poi ci siamo), quindi il tempo è davvero poco: non leggiamo tutti i quotidiani pubblicati in Italia né tutti i lanci delle agenzie di stampa. Leggiamo poco e selezionato (nel nostro caso, abbiamo deciso, tra le altre cose, di rinnovare l'abbonamento all'Internazionale che, questa settimana, ha messo in copertina cinque miti da sfatare sull'immigrazione).

Fa qualcosa di concreto

Partiamo con l'esempio di Giovanna, una delle signore del gruppo di lettura di Erika: voleva verificare con mano le condizioni dei migranti nella città in cui vive. Ha tergiversato un pochino, poi si è decisa a fare volontariato in un centro di accoglienza. Questo tre anni fa. Adesso, fa l'adulto responsabile che deve essere in macchina con chi ha il foglio rosa: per i migranti è complesso trovare qualcuno di disponibile e non sempre si possono permettere le lezioni della scuola guida. Conoscenza, problema, soluzione.
Altro esempio? Problema: come si affronta il ricongiungimento familiare nel caso di richiedenti asilo? Gli studenti di un master in politiche pubbliche alla LUISS se lo chiederanno durante un hackathon il 27 giugno (ti consigliamo di leggere il thread nella mailing list di Spaghetti Open Data per capirne di più).
Insomma, ad ognuno, il suo.

Presta attenzione alle parole

Erika è ossessionata dalle parole e dai mondi che creano. Non al punto da conoscere l'etimologia di ogni parola nel dizionario, ma abbastanza da fare caso alla diversa percezione che hanno parole differenti. Forse per te migrante, richiedente asilo, clandestino, immigrato e rifugiato coprono la stessa area semantica, forse no. In ogni caso sono elementi diversi e richiamano orizzonti diversi. "Il linguaggio influenza il modo di pensare? [...] Esempi recenti nel panorama britannico sono le metafore “sciame” – usata da Cameron, “saccheggio” – a cui ha fatto ricorso il segretario per gli Affari Esteri, Philip Hammond,”tsunami” – scelta dal Daily Mail, “inondazione” – preferita dal Daily Express. [...] Rifacendosi alla linguistica cognitiva, l’autore dell’articolo riflette su come il ricorso a tale linguaggio considerato “figurato” porti con sé molte implicazioni: qual è il concetto che queste metafore trasmettono alla mente di chi ascolta o legge?". Trovi tutto l'articolo da cui abbiamo estrapolato questo estratto nel sito di Associazione Carta di Roma, fondata per favorire il confronto tra giornalisti, società civile e mondo accademico sul tema dell'immigrazione.

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

La crepa di Carlos Spottorno e Guillermo Abril, ADD Editore

Questo libro è un ibrido tra una graphic novel, un reportage e un fumetto sulle frontiere in Europa. Il progetto è nato come reportage, si è sviluppato attraverso le conversazioni tra i due autori - e tra gli autori e i migranti - e si è stabilizzato in un oggetto strano: le foto sono state colorate e adattate alle pagine, i testi ridotti all'essenziale.
Non ti aspettare né una storia leggera, nè qualcosa che non ti insegna nulla. Nemmeno quello che, di solito, si trova nello scaffale "graphic novel" delle librerie. Preparati ad un viaggio complicato, umano, difficile, ma anche semplice, disumano e tranquillo. Ci ha colpito molto per il risultato ibrido, ma anche per la forza dell'unione tra parole e immagini.
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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