C'è un tempo per creare dei collegamenti, questo!
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Questa è la versione digitale dell'araldo medioevale che se ne andava in giro con una squadra di trombettisti in calzamaglia per annunciare cose importanti. Giusto per non darti modo di rimproverarci...

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STAI LEGGENDO IL CINQUANTADUESIMO NUMERO DI #CIVICHACKINGIT!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Ti abbiamo annunciato che vogliamo festeggiare con un ritrovo nella vita reale...
Tutti i dettagli per il pranzo li trovi qui https://www.eventbrite.it/e/biglietti-a-pranzo-con-civichackingit-50180051886 (in soldoni, colli bolognesi, 23 settembre, 36 euro a testa, iscriviti su Eventbrite, paga su Paypal, mangiamoooo). Iscriviti, condividilo, ma, sopratutto, vieni a conoscerci (o a ritrovarci) di persona!

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Approfittiamo della necessità di creare collegamenti interpersonali, per parlare di ponti e di infrastrutture. Dall'ultima tragedia è passato un po' di tempo e, tra tutte le cose che sono state dette o che si sono mosse in questo periodo - molte delle quali da ignorare a piè pari -, vogliamo segnalarti il nostro trittico di pepite: cose utili, che non sfruttano la tragedia e che non corrono il rischio di essere tra i piedi.

Ci vediamo il 23 di persona o il 22 con il prossimo numero della newsletter.

Ps. Un paio di numeri fa abbiamo scritto che Pablo Persico è siciliano, ma lo è solo di adozione nel senso che vive e lavora a Napoli, ma si confronta spesso con la comunità di Open Data Sicilia, da cui il nostro errore.

ponte, cavalcavia, viadotto, collegamento, congiunzione, connessione.

Cavalcare l'onda...

Questa è una delle cose di cui Erika si è leggermente stufata.
Negli scorsi giorni ha pubblicato un post nel suo blog in cui racconta dieci cose che succedono nell'ambito del civic hacking - in particolare italiano, ma non solo - di cui non ne può più. Si va dalle beghe di condominio, ai prototipi che non risolvono problemi concreti, agli attivisti che chiamano civic hacking le consulenze. Insomma ce n'è per tutti i gusti. Sulle infrastrutture, in particolare, dichiara di essersi rotta di "quel desiderio di fare qualcosa perché è di moda o è successo qualcosa (tipo è caduto un ponte), senza essersene mai interessati prima. La parola dell’anno è blockchain e io fino a ieri ho venduto prosciutti? Nessun problema, eccomi sono un esperto di blockchain!".
Mi raccomando, leggi attentamente il foglietto illustrativo prima di inoltrarti nella lettura!

Cade un ponte, non posso non fare nulla!

"Il recente crollo del ponte Morandi di Genova ha evidenziato l’importanza di conoscere lo stato di salute delle infrastrutture di un territorio e quello delle opere di manutenzione correlate. È importante per chi nella Pubblica Amministrazione –  a vario titolo – prende decisioni e fa scelte, così come per i cittadini che volessero poter conoscere queste informazioni, monitorarle e attivare eventuali azioni e scelte conseguenti. Si tratta di dati che, per tutto il territorio nazionale, non sono però quasi mai disponibili pubblicamente". La comunità di Open Data Sicilia si sta muovendo per rendere pubblici questi dati che sono di interesse pubblico, ma quasi sempre chiusi nelle casseforti private dei comuni (o, peggio, delle compagnie private che hanno in gestione le infrastrutture).
Un modo interessante di rispondere con le proprie competenze e con gli strumenti che già esistono (tipo le richieste di accesso civico ai dati) alle tragedie. Senza stare tra i piedi.

La soluzione è a portata di gente

Fare le cose in crowd o non fare le cose in crowd, questo è il dilemma del Ventunesimo Secolo. Se da una parte, come dice Matteo Tempestini, le persone sono i migliori sensori, dall'altra utilizzare i dati generati da gruppi di persone può essere problematico. Ti invitiamo a farti una tua idea, partendo da un'articolo di AGI che titola I sensori dei telefonini degli automobilisti sanno se un ponte sta per crollare? Forse sì, per poi passare alle reazioni che ha suscitato e dimenticare tutto andando direttamente alla fonte. E no, i ricercatori del MIT non hanno detto che i telefonini possono prevedere quando cadrà un ponte.
Se sulle modalità crowd di raccolta dei dati sai poco o niente - o vuoi farci qualche esperimento - magari Crowdsourcing for the Common Good è l'evento - di formazione più hackathon - che fa per te (non farti ingannare dal titolo inglese, si svolgerà a Urbino).

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Il ponte di San Luis Rey di Thornton Wilder, Elliot

Nel 1714 tra Lima e Cuzco crolla un ponte. Muoiono cinque persone. Una tragedia inaspettata a cui Fratel Ginepro, la voce narrante di questo romanzo, risponde con le proprie competenze: essendo frate, si interroga sul senso della tragedia e sulla propria fede in un progetto divino. Al di là dell'ambientazione storica, il romanzo è pieno di quelle reazioni tipicamente umane che si scatenano da un'emergenza. Alcune di quelle reazioni (e di quelle domande) sono state scatenate anche da eventi più recenti (e non parliamo solo di crolli infrastrutturali) e, di fondo, si possono riassumere in due domande: come si resta umani? Come si può far tacere quella vocina interiore che urla che quello che è successo non è giusto?
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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