Natura e ambiente
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Quello che leggerai questa settimana è più personale di altre cose che ti abbiamo segnalato. Nonostante adesso abitiamo in Trentino, per noi le Dolomiti sono quelle oltre il confine: Feltre è dove si andava a pattinare d'inverno facendo una gita in treno, sul Civetta è dove Erika ha messo gli sci ai piedi la prima volta, quella Strada Statale 348 (detta anche Feltrina) l'abbiamo percorsa più volte di quante ricordiamo, compreso il 30 ottobre. Siamo stati fortunati e, nonostante i fiumi grossi e il vento che spostava la macchina, ci siamo resi conto della portata di quello che stava succedendo solo una volta arrivati a casa. Se ti stai chiedendo perché parliamo delle Dolomiti, ti rimandiamo al pezzo di Cristina Da Rold su OggiScienza e quello di Angelo Romano per ValigiaBlu.

Oggi abbiamo deciso di parlare di ambiente, perché va bene che civico riguarda la città, ma non di solo mattone vive il civic hacking. Parleremo di meteo (una delle grandi passioni di Matteo), di satelliti e di dati usati per raccontare storie che non fanno assolutamente piacere.

Per quanto riguarda il bellunese, come in tutte le altre emergenze, non ti mettere in macchina con l'idea di andare lì a dare una mano (staresti tra i piedi): se hai voglia di fare una donazione, la provincia ha raccolto una serie di conti corrente in cui farlo; se fai parte di un GAS magari organizza un acquisto di gruppo da qualche produttore della provincia (è in corso un'iniziativa per sostenere le aziende bellunesi, trovi più informazioni nel gruppo Facebook e nel sito). Se di tempo ne hai parecchio e mastichi un po' di codice, forse puoi fare qualcosa di simile a quello che ha fatto TerremotoCentroItalia nel 2016 (che abbiamo citato più di qualche volta).

Lo spazio circostante

Non meteorologo, "meteorofilo"

A Matteo il meteo piace proprio tanto, non nel senso di pioggia o sole. Gli piacciono i grafici, le visualizzazioni su mappa, i dati, le misurazioni. Da piccolo sfruttava il televideo per accedere alla conoscenza, ora si è evoluto e sfrutta varie cose sul web. La prima è la rete di stazioni di rilevamento meteorologiche (ufficiali e fai da te) che va sotto il nome di MeteoNetwork (sono anche un'associazione, ma, diciamoci la verità, la parte interessante sono i dati delle circa 3.300 stazioni). Non contento, curiosa spesso tra i dati e le visualizzazioni delle agenzie regionali per la protezione ambientale (le ARPA), con le loro webcam, le loro previsioni e, di nuovo, i dati. In realtà, lo fa da quando era un giovincello e si ricorda molto bene di quando leggeva le rilevazioni ufficiali da file in formato .TXT a cavallo degli Anni Duemila (visualizzati anche come tabelle in HTML nel corso degli anni successivi). Questi dati, pubblicati in un percorso sconosciuto nel sito dell'ARPA, erano rilasciati ben prima che si parlasse di Open Data! Anche se si riuscivano a scovare soltanto grazie alle informazioni scambiate nei forum degli appassionati, erano comunque una fonte di conoscenza condivisa con un'attitudine hacker e senza tanti fronzoli.

Per l'emergenza?

Copernicus è uno di quei programmi dell'Unione Europea che rischiano di restare nell'ombra, ma sono oggettivamente super interessanti. Si tratta di un programma di osservazione delle terra, "un insieme complesso di sistemi che raccoglie informazioni da molteplici fonti, ossia satelliti di osservazione della Terra e sensori di terra, di mare ed aviotrasportati. Integra ed elabora tutte queste informazioni, fornendo agli utenti, istituzionali ed afferenti al comparto industria, informazioni affidabili e aggiornate attraverso una serie di servizi che attengono all'ambiente, al territorio ed alla sicurezza". Bello no? Tra i loro servizi, hanno anche un sistema di monitoraggio pensato in maniera specifica per le emergenze di cui noi non sapevamo i dettagli (ringraziamo Cristina Da Rold che ci ha coinvolto in una discussione su Twitter a riguardo). Come si accede al servizio? Come per molte altre cose, c'è bisogno di una richiesta ufficiale e lo spiega bene Davide Mangraviti nella discussione di cui sopra "The request should generally start by of the @RegioneVeneto, that communicates to the @DPCgov, which is solely entitled to the activation of at @CopernicusEMS. [...] (La richiesta dovrebbe partire dalla Regione, inoltrata alla Protezione Civile che è l'unica che può fare una richiesta ufficiale)". Burocratico? No, diremmo invece che è un buon modo per dimostrare impegno da parte di tutti, comunque alla fine CopernicusEMS è stato attivato anche per il bellunese.

Com'è possibile?

"Sull’amianto l’Italia è ancora all’Anno zero. Sono oltre 370mila i siti contaminati ancora da bonificare in Italia, secondo le stime di Legambiente. E pensare che sono passati 26 anni da quando la legge 257/1992 ha messo al bando l’amianto in Italia. E per colpa di incuria, indolenza e lentezze italiche ci si continua ad ammalare e a morire: dal 2003 al 2014, in tutta la penisola, sono state colpite dal mesotelioma pleurico, il micidiale tumore maligno causato dall’asbesto, ben 13mila persone, secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità". In questo articolo per Valori, Rosy Battaglia racconta una storia che fa paura, ma lo fa a partire dai dati, che, a volte, non ci sono e, spesso, vengono negati, nonostante in Italia ci sia una legge che protegge il diritto all'informazione.
Un articolo, una giornalista, perché citarli in una newsletter sul civic hacking? Al di là dell'idea di Matteo di qualche anno fa di lavorare sui dati legati all'amianto, si tratta di forme di maggiore consapevolezza e di maggiore chiarezza che portano comunque ad un cambiamento. O almeno lo speriamo.

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Il racconto del Vajont di Marco Paolini

Hai notato che manca la casa editrice? Perché questo spettacolo ha due editori: uno per il copione e uno per il video (trovi tutte le informazioni sul sito di Jolefilm dello stesso Paolini). Questo monologo teatrale racconta la storia della diga del Vajont, dall'inizio della costruzione alla famigerata onda causata dalla caduta di un pezzo di montagna. Se non conosci Paolini, è un attore teatrale bellunese "nato nel 1956: nel ’63 avevo sette anni e di Longarone imparai presto quel che c’era da sapere. Qualche anno dopo lessi MORIRE SUL VAJONT: ricordo bene la rabbia che mi prese a ‘scoprire’ questa storia così diversa da come me la ricordavo da bambino, avrei voluto che tutti sapessero, ma non sapevo come fare. Qualche anno dopo ho letto il libro di Tina Merlin SULLA PELLE VIVA e mi sono vergognato, vergognato di non conoscere, di non sapere o di aver dimenticato. Tina parla di un piccolo popolo cancellato dall'incubo e dalla tracotanza. Questo popolo è il mio non per ragioni geografiche o di sangue, ma per scelta… questo popolo io lo conosco. Le parole di Tina Merlin avevano riacceso in me la rabbia antica e non volevo correre il rischio di dimenticare ancora e per non dimenticare dovevo, usando il mio lavoro, raccontare".
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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