Dieta informativa, gioie e dolore
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Le ultime settimane sono state un po' intense: abbiamo parlato di Amministrazioni Pubbliche, di progetti che si evolvono, di dati, di reti civiche e di un sacco di altre cose complicate. Per cui, questa settimana, parliamo di una cosa un po' più leggera: la tua dieta informativa. Se pensi che sia una bizzarra moda per perdere peso, ti consigliamo di partire da un video di Luca Conti del 2014 per il Festival Internazionale del Giornalismo.

Ora che siamo allineati, ti vogliamo raccontare di qualche progetto che seguiamo volentieri, di qualche newsletter che non sparirà dalle nostre mail con le pulizie di primavera e di qualche libro che è fuori catalogo, ma che noi ci stiamo tenendo stretto e vorremmo vedere di nuovo nelle librerie. Curiosa, annusa e decidi se è qualcosa che fa bene alla tua dieta informativa o no, che con i giorni a venire sarà l'unica dieta su cui potrai esercitare un po' di controllo.

Ps. Ci dispiace che quasi tutte le cose che ti segnaliamo oggi siano in inglese. Se non lo mastichi, puoi fare un giro nella nostra pubblicazione su Medium in cui trovi alcune delle cose più interessanti sul civic hacking che abbiamo trovato in giro tradotte in italiano, nonché alcune cose che abbiamo scritto direttamente in italiano.

Il nostro piatto

Frutta e verdura

Dato che curiamo una newsletter, non ti stupirà sapere che le consideriamo la base di come reperiamo le informazioni. Citando Carola Frediani - che cura Guerre di rete, una newsletter fantastica sulla Rete, la politica e le dinamiche di potere che le accompagnano - "[n]egli ultimi tempi si è scritto e letto molto del risveglio o riscoperta della newsletter, che in fondo è una sorta di matusalemme della comunicazione digitale. E penso che il suo merito principale sia proprio quello di essere anticiclica: [...] la newsletter ci fa respirare perché affonda chirurgicamente nel rumore di fondo, ed estrae una piccola oasi di ordine, semplicità, senso e tranquillità. Soprattutto, elimina il superfluo, le distrazioni, la caciara, le esche visive e i flash emotivi. Ci fa saltare l’esperienza terrificante delle homepage dei giornali, quel minestrone disordinato di pseudonotizie acchiappaclic, tra horror e voyeurismo, in cui affogano le notizie vere, la fiducia nell’umanità e qualsivoglia gioia conoscitiva. Ci aiuta a mettere un punto (per quanto arbitrario, è chiaro) alla fine di un ciclo informativo che diversamente rischia di fagocitarci".
L'archivio di Guerre di rete lo trovi online, nel caso sia tanto difficile infilarsi nella tua casella mail quanto nelle nostre.
Un'altra newsletter più che utile è Open Heroines: si parla di Open Data, Open Gov e civic tech, ma soprattutto di donne (il che, in campi ancora dolorosamente maschili, è necessario, oltre che interessante). L'archivio lo trovi qui, ma puoi anche farti un'idea spulciando il loro sito. Ha una cadenza all'incirca mensile ed è in inglese.
Hack/Hackers ci piace perché cerca di mettere in comunicazione giornalisti e figure più tecniche. La loro newsletter la puoi leggere anche dal sito, è in inglese e la trovi nella mail una volta alla settimana. Ci trovi corsi, eventi, qualche posizione lavorativa e varie risorse interessanti raccattate dal web.
L'ultima newsletter di cui vogliamo parlarti è quella della TAI (Transparency and Accountability Initiative), si chiama TAI weekly e dentro ci trovi una riflessione lunga e strutturata su uno o più aspetti di trasparenza e responsabilità della società civile. L'ultimo numero lo trovi nel loro sito, così come l'archivio (ma l'esperienza utente di quest'ultimo è davvero pessima).

Carboidrati

La pasta, il riso e il pane sono bestie strane: buoni da morire, ma se ne mangi troppi - o troppo spesso - ingrassi. Le cose che ti segnaliamo come 'carboidrati' funzionano allo stesso modo: sono salutari solo se consumate responsabilmente.
Partiamo da Responsible Data (RD), un progetto con varie diramazioni: un sito, una mailing list, una newsletter e delle discussioni sparse nell'internet. Per dirla con parole loro, "RD is a concept to outline our collective duty to prioritise and respond to the ethical, legal, social and privacy-related challenges that come from using data in new and different ways in advocacy and social change". Ci piace perché è una comunità di persone che non mettono al centro la tecnologia, ma le implicazioni etiche della società dato-centrica in cui siamo immersi.
Continuiamo con WordPress.tv, la cosa che aggrega tutti i video dei talk dei vari WordCamp in giro per il mondo (quindi gli argomenti sono i più disparati). L'abbiamo scoperta da poco e ci sta facendo lo stesso effetto della pizza fritta: la assaggi e ne vorresti cinquanta chili, ma sai perfettamente che se cedi a quel desiderio il tuo fegato - o il tuo cervello - chiederà asilo a qualcuno che lo tratti un po' meglio. Per evitare di farti cadere nella tana del Bianconiglio senza nemmeno un appiglio, ti consigliamo due interventi in particolare (tutti in inglese, ma ci sono anche molti altri materiali in italiano). Il primo si intitola The Future of Civic Engagement And Education di Daniel Sullivan; è un po' vecchiotto, ma è curioso vedere quali erano le aspettative di collaborazione tra città e cittadini (insomma, di civic hacking) e se sono state disattese con il senno di poi. Il secondo video è decisamente più recente e parla di minoranze, di democrazia poco democratica e di inclusione; si intitola Democratising Democracy: Lessons from Using WordPress for Civic Engagement di Leah Lockhart e la parte più interessante, forse, sono le domande.
L'ultimo carboidrato che ti vogliamo far ingurgitare è un podcast ed è entrato da poco nel feed di Erika. Si tratta di Il disinformatico, programma che Paolo Attivissimo conduce per la radio svizzera. Parla di tecnologia, ma non solo, ed è leggero e divertente, oltre che ricco di informazioni e consigli (sembra basico, ma non lo è).

Proteine

Se hai mai tentato una dieta vegana o vegetariana, una delle domande che ti saranno state rivolte con più frequenza sarà "ma le proteine da dove le pigli?". Tralasciando il fatto che, spesso, questa preoccupazione è vocalizzata da persone che non sanno nemmeno come sia fatta una proteina, ci vogliamo concentrare sul fatto che le idee - come le proteine - fanno parte della nostra dieta, in questo caso informativa, e, ogni tanto, si trovano in posti meno scontati. Quindi, preparati per una piccola caccia al tesoro.
Quando Erika era all'università, uno degli esami che più l'ha formata fu quello di filosofia estetica. Non perché si parlasse di arte o di quadri, ma perché, per la prima volta, si è trovata a riflettere in maniera astratta sui concetti di spazio, di produzione artistica e di paternità delle opere. Walter Benjamin (e il suo L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica) è la proteina ovvia, ma... E i nonluoghi di Augè? E Caedmon, un computer che sta imparando a dipingere?
Matteo, invece, è da sempre affascinato dalle dinamiche della Rete e se parlare di Sir Tim Berners-Lee è come mangiare una fiorentina, non dimentichiamoci che anche Steven Johnson con il suo Emergence e la sua idea di web come città ha una sua funzione, così come Raffaele Meo e la sua idea di informatica solidale.
Insomma, di proteine è pieno il mondo, come la dieta. 

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

V for vendetta di Alan Moore e David Lloyd, Lion

Questo è uno di quei fumetti che viene citato a destra e a manca quando si parla di cittadini e governanti. In un futuro distopico, la Gran Bretagna è in mano ad un governo totalitario e tecnocratico contrastato solo da un personaggio misterioso che risponde al nome di V e opera mascherato da Guy Fawkes, un'anarchico inglese realmente esistito.
Non lo citiamo per le sue derive violente, né per la sua opposizione tra chi ha potere e chi no, ma perché è l'archetipo di attivismo civico come forma di identità personale. V è prima di tutto un cittadino, dopodiché è un catalizzatore di un sentimento diffuso. Parla di libertà, di tecnologia e di fascismo, ma soprattutto di come si fa restare umani quando sembra che tutto, compresa la nostra dieta informativa, vada in un'altra direzione.
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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