Brasile e civic hacking
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Una cosa che mai ci saremmo aspettati di imparare grazie a Spaghetti Open Data è la situazione brasiliana del civic hacking - e di alcuni dati "aperti". All'ultimo raduno, però, Felipe B. Cabral, un civic hacker che viene dal Brasile, ha parlato proprio di questo e oggi condividiamo con te quello che abbiamo imparato.

Innanzitutto, lasciamo che Felipe si presenti (lo fa in inglese, ma trovi la traduzione in italiano di seguito).

"As a technologist that always worked with startups and product launch, it's hard for me to see the world with a different lens. This view of the world is still valid when I fight for what is right, and I believe this is the reason behind the success of the Open-Source /Open-data that I was involved. We launched products to empower democracy since 2013.

Like every living person with privileges, I wonder how my work can impact the world positively. This led to some public projects: 
  • an auditing system that checks every expense from the congressperson on their daily activities, and tweets them;
  • draft legislations digest to empower grassroots leadership;
  • an x-ray of the Justice that helps to identify racism, sexism, and schemes that exchange vulnerable people rights to more privilege for judges.
Each of those products had an incredible team behind it, and different organizations were supporting and allowing the making. To make clear, they are only possible, including entrepreneurial product launch skill, hacking, law, political sciences, financial support, UX/UI research, and more. As a civic hacker writing to another: It's impossible to do something that matters to others by doing it alone.

Brazil and Italy have a lot to share, the possibility to innovate through civic hacking is just one more item of this list. I'm delighted to have the opportunity to share my story with you and bear witness of the great future of the Italian civic hack scene". 

["Da esperto di tecnologia, che lavora da sempre con le startup e il lancio dei prodotti, è difficile per me vedere il mondo con occhi diversi. Questo modo di vedere il mondo è utile anche quando combatto per ciò che è giusto e credo che questa sia la ragione dietro al successo dei progetti Open Source/Open Data in cui sono stato coinvolto. Abbiamo lanciato prodotti per potenziare la democrazia fin dal 2013.

Come ogni persona che vive con dei privilegi, mi chiedo come poter avere un impatto positivo nel mondo con il mio lavoro. Questo ha portato ad alcuni progetti pubblici:
  • un sistema di controllo che verifica ogni spesa dei deputati nelle loro attività quotidiane e le twitta;
  • un riassunto delle proposte di legge per abilitare leadership dal basso;
  • dei raggi X della giustizia che aiutano ad identificare razzismo, sessismo e schemi che portano a maggiori privilegi per i giudici sulla pelle delle persone più vulnerabili - calpestando i loro diritti.
Ognuno di questi prodotti ha avuto un team incredibile di persone, oltre che varie organizzazioni che ne hanno permesso e sostenuto la creazione. Per essere chiari, quei progetti sono possibili solo con capacità imprenditoriali di lancio dei prodotti, hackeraggio, leggi, scienze politiche, supporto finanziario, ricerche su UX/UI e molto altro ancora. Da un civic hacker che scrive ad un altro: è impossibile fare qualcosa che è importante per gli altri lavorando da soli.

Il Brasile e l'Italia hanno molte cose in comune: la possibilità di innovare attraverso il civic hacking è solo una delle tante. Sono onorato di avere l'opportunità di condividere la mia storia con voi ed essere testimone della scena italiana dell'hacking civico."]

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Altro che samba e calcio...

Partiamo dall'inizio

Prima di conoscere Felipe non sapevamo praticamente niente della situazione del civic hacking in Brasile, ignoranza alimentata anche per colpa del portoghese, una lingua che non conosciamo.
"La macchina manipolatrice con supporto tecnologico è gigantesca e noi che difendiamo la democrazia stiamo perdendo la battaglia. Con la democrazia sotto attacco, dobbiamo guardare seriamente a ciò che è il nostro ruolo di tecnologi in questo mondo che sta diventando sempre più autocratico. Possiamo usare la tecnologia disponibile, ricercare nuove tecnologie e, soprattutto, applicare la tecnologia per la democrazia?" La risposta potrebbe essere sì, ha detto Felipe durante il suo intervento all'ultimo raduno di Spaghetti Open Data. Non c'è un video dell'intervento, ma puoi approfondire il legame che lui vede tra democrazia e civic hacking con le slide e le note del suo intervento.
Alcune parti le abbiamo citate anche con i link di un paio dei suoi progetti che trovi continuando a leggere.

Le serenate non mancano

Operaçao Serenata de Amor è un progetto che usa la data science e l'intelligenza artificiale per monitorare la spesa pubblica e per abilitare il controllo sociale condividendo le informazioni in un modo che sia accessibile per tutti.
L'intelligenza artificiale si chiama Rosie; il compito principale di questo robot è analizzare le spese dei parlamentari e segnalare ai cittadini e al team di Serenata quelle sospette. Siccome i dati sono complessi, Rosie opera a braccetto con Jarbas, una piattaforma web che raccoglie i dati e permette di visualizzarli abilitando il lavoro investigativo delle persone sulle spese sospette.
Dato che le serenate d'amore vanno accompagnate ai cioccolatini, l'idea da cui è nato il progetto ha a che fare con un Toblerone e un parlamentare svedese (ovviamente, ti rimandiamo alla sezione F.A.Q. in lingua inglese del progetto per scoprire i dettagli scabrosi).
"Per iniziare questo progetto, oltre alle capacità tecniche, avevamo la motivazione. Il caos della politica brasiliana è stato notizia internazionale per alcuni anni. Ma entro il 2016 eravamo nell'occhio dell'uragano. L'impeachment, senza condanna, di Dilma Roussef, era appena successo. Sì, un impeachment senza convinzione. Quando un politico viene condannato in Brasile, quella persona diventa inammissibile per diversi anni. Ciò non è accaduto in questo caso. Un impeachment senza crimine. In Brasile c’è un motto: il Brasile non è per i principianti".

Bene, ma non benissimo

"Le ultime elezioni presidenziali in Brasile hanno contato su una grande quantità di odio. L'intolleranza è stata registrata su questo sito. Bolsonaro, l'attuale presidente del Brasile, non ha mai nascosto il suo odio per le minoranze. Ciò ha reso la pratica dell'odio per i suoi elettori autorizzata" ha detto Felipe a Milano.
Il sito di cui parla è quello di #VítimasDaIntolerância, un progetto che è uno sforzo collettivo per riunire i casi noti di vittime di aggressioni motivate dall'intolleranza politica. Attraverso una form anonima vengono raccolte le segnalazioni - con le relative fonti - dei casi di violenza fisica o verbale nei confronti di politici o partiti, soprattutto quando si tratta di gruppi di minoranza.
Questo progetto è una di quelle cose dolci-amare. Da una parte è una responsabilità sociale decidere di monitorare cose come questa, dall'altra, con più di ottanta casi in qualche mese di attività del sito, l'attacco alla democrazia è talmente evidente che fa paura.

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

2001: Odissea nello spazio di Arthur C. Clarke, Fanucci

Lo sappiamo che stai pensando al film di Kubrick, ma no, non quello. 2001: Odissea nello spazio (che trovi anche in epub) è il primo di una serie di quattro romanzi ambientati nello spazio che si interrogano sulla relazione tra etica e tecnologia. HAL 9000 è il computer di bordo di un'astronave partita dall'Africa con gli ultimi superstiti della terra. HAL è un'intelligenza artificiale che, a un certo punto, farà di testa sua. HAL è pericoloso.
Nel caso tutte le esperienze di Felipe non ti avessero smosso i neuroni domandoni, leggere di HAL ti riempirà la testa di interrogativi: cosa vuol dire dipendere dalla tecnologia? C'è una dimensione etica nella programmazione? Cosa succede quando le cose che facciamo prendono il controllo? Possiamo usare le nostre capacità per migliorare la società? Ha senso accettare tutto quello che succede - sia "quello" tecnologia o abitudine sociale? Quali sono i nostri limiti? E quelli della tecnologia?
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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