[NOTA]
Questa pagina è una copia di archivio della newsletter settimanale di #CivicHackingIT.
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Virus famosi e civic hacking
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Da qualche settimana media e social sono invasi di cose su un virus famoso. Anche se abbiamo evitato di parlarne (visto che non siamo virologi), abbiamo condiviso alcune cose interessanti e raccolto link. Come molti altri, avevamo sottovalutato il virus, la comunicazione che c'è stata attorno e - francamente - anche la capacità di analisi dei singoli. Poi le cose sono cambiate.

Per oggi avevamo pensato a un altro argomento per la newsletter, ma dato l'evolversi della situazione abbiamo deciso di condividere con te alcuni dei link che abbiamo salvato.

Cosa non troverai in questa newsletter:
  • il nome del virus famoso (onestamente non vogliamo aggiungerci a una conversazione già piuttosto affollata e non sempre rilevante);
  • commenti a decreti e disposizioni;
  • elenchi di cose da fare o non fare;
  • lamentele.
Invece, troverai:
  • alcune cose fatte bene;
  • spunti utili;
  • idee che speriamo attivino le sinapsi, al di là della prepotenza del virus famoso in questo periodo.

Ps. Hai visto che abbiamo un PayPal per la newsletter? Ci piace che sia gratis, ma se la leggi volentieri, quello è un buon modo per farcelo sapere.

Idee contagiose

In principio fu Wuhan

"Prima di fine gennaio 2020 pochi erano gli italiani che sapevano qualcosa di questa città da 11 milioni di abitanti e con una lunga storia alle spalle.
Purtroppo molti hanno guardato a quel luogo in maniera molto negativa, demonizzando, dando una interpretazione barbara delle immagini che arrivavano e alimentando la sinofobia dimenticando che le persone che vivono lì non sono molto diverse da noi, che molte delle storie che stiamo vivendo in questi giorni sono state vissute anche lì e in tutta la Cina" scrive Maurizio Napolitano su Medium. Grazie a Lihua Ma (di origine cinese), ha scoperto una comunità di civic hacker che hanno deciso di prendersi cura proprio della città di Wuhan, in barba a come viene percepita qui. Il gruppo Wuhan 2020 - questo il nome che la comunità ha deciso di darsi - ha attivato una pagina web popolata in modalità crowd con vari servizi (che virgolettiamo dal blogpost):
  • dashboard con informazioni sull’epidemia (疫情)
  • situazione degli ospedali (医院)
  • servizi attivi per la logistica — trasporto merci (物流)
  • associazioni / enti di supporto a cui fare donazioni (捐款)
  • supporto informativo gratuito sul tema (义诊)
  • hotel adibiti a fornire spazio per la quarantena (指定接待酒店)
Una risposta interessante a una situazione complicata.

Opportunità o sfida?

Luigi Reggi ha scritto un blogpost che racconta cosa fare ai tempi dei virus in ottica di civic tech e di cose che potremmo ripetere se capitasse un'emergenza di questo tipo di nuovo.
"Mi piace pensare all'emergenza [...] di questi giorni come a un’opportunità, e non solo come a una terribile sfida che abbiamo di fronte. Così come gli italiani si ritrovano migliori durante ogni tipo di calamità, anche questa sfida può essere una modalità per forzarci a migliorare e imparare.
[...] Mentre il virus di sta diffondendo in modo (secondo alcuni) esponenziale, anche la nostra curva di apprendimento deve seguire lo stesso, esponenziale, andamento. Noi – singoli individui, il 'sistema-paese', le istituzioni – possiamo e dobbiamo però essere più veloci a imparare. La curva di apprendimento (learning curve) mette in relazione l’esperienza (asse X) con le “cose apprese” (asse Y). Ora abbiamo poco tempo per imparare rapidamente dall'esperienza collettiva modalità di lavoro, comportamenti e atteggiamenti sociali che possano essere utili a “rallentare” la curva di diffusione del [...]virus, che sta salendo troppo in fretta" scrive e prosegue con tre consigli apparentemente banali (soprattutto per chi fa civic hacking): usare la tecnologia per il bene comune, usare e chiedere i dati e, infine, migliorare il proprio senso civico. Niente di banale, anche se lo sembra.

E adesso?

Molti di noi hanno voglia di fare qualcosa, di mettere le mani in pasta. Se hai già un progetto specifico a cui dedicarti, ottimo. Altrimenti, ci è capitato nel flusso un progetto che riutilizza la struttura (e il team) di TerremotoCentroItalia. Si chiama COVID19 Italia e, per ora, è un cantiere in costruzione: hanno appena pubblicato un appello per civic hacker e altri che vogliono dare una mano.
"Vuoi collaborare ad un progetto sul Covid19Italia? Aiutaci!
Siamo un gruppo di civic hacker italiane/i convinti che in questo momento ci sia bisogno dell’aiuto di tutti per superare questo momento particolare per l’Italia e per il mondo.
[...] Se sei uno sviluppatore o una sviluppatrice, di qualsiasi linguaggio di programmazione, conosci GitHub e vuoi dare una mano alla messa ONLINE sei ben accetto/a!
[...] Se non sei uno sviluppatore non importa! La community ha comunque bisogno di te, verifica le operazioni da svolgere “per non sviluppatori” [...]. Anche solo un commento, un contatto, un’idea in questa fase è molto importante!".
Ti linkiamo sito e wiki garantendo sulla serietà sia delle persone che l'hanno lanciata, che dell'iniziativa.

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Romanzo rosa di Stefania Bertola, Einaudi

Non prendiamoci in giro: questo periodo è così pieno di notizie non tanto buone, che c'è bisogno di evasione. E leggerezza. Questo romanzo di Stefani Bertola porterà entrambe.
Si tratta di un libro da ombrellone leggero e divertente. La protagonista è una bibliotecaria sessantenne che ha tutte le intenzioni di diventare un'autrice di Melody. Tra le pagine si alternano le dispense del corso e le osservazioni di Olimpia, la nostra protagonista, che scema non è (anche se scialba lo è eccome). È un romanzo leggero, ma non sciocco, pieno di personaggi secondari adorabili e di aneddoti divertenti. Ovviamente, non mancano un cane, un gatto e un milionario russo, il color pervinca e il taffetà, i lettori, gli aspiranti scrittori e un'insegnante severa, ma giusta. 
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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