#WCVRN il 12 ottobre
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Dopo aver curiosato nella comunità di WordPress, abbiamo deciso di riprovarci e sabato prossimo esploreremo di nuovo il legame tra civic hacking e il CMS più famoso del Web.

Quello che vogliamo fare questa volta è sottolineare la versatilità di WordPress (e sfruttare le illustrazioni di Alice nel Paese delle Meraviglie che sono in pubblico dominio, ecco perché nella presentazione ci trovi il Bianconiglio).

Se hai un punto di domanda al posto degli occhi, trovi tutte le informazioni nel loro sito (2019.verona.wordcamp.org): il riassunto del nostro intervento te lo copia-incolliamo qui sotto.

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Arena e casa di Giulietta

Le informazioni fondamentali

Quando: 11 e 12 ottobre. Venerdì si mettono le mani in pasta con WordPress, sabato ci sono le presentazioni. Se non hai idea di cosa significhi mettere le mani in pasta con WordPress - o meglio, partecipare a un Contributor day, parti da qui: "una breve presentazione della giornata e una carrellata di tutti i team presenti, ci divideremo in vari tavoli. Puoi seguirne uno per tutto il giorno, o uno al mattino e uno diverso al pomeriggio; puoi anche ascoltare un po’ di questo e un po’ di quello. Sentiti libero/a di ascoltare, osservare, chiedere, trovare il posto che più ti piace". Se poi non sai quale possa essere il tavolo giusto per te, gli organizzatori hanno pensato anche a questo.

Dove: Hotel San Marco, Via Longhena 42, Verona.

Il programma e i biglietti li trovi sul sito 2019.verona.wordcamp.org (noi saremo alle 15.30 in sala 2).

Di cosa parleremo noi?

Questo è quello che trovi nel programma.
"Wikipedia ci informa che WordPress è 'una piattaforma software di blog e content management system open source ovvero un programma che, girando lato server, consente la creazione e distribuzione di un sito Internet formato da contenuti testuali o multimediali, facilmente gestibili e aggiornabili in maniera dinamica'. Testi, parole, storie. E se ti dicessimo che è anche uno strumento per generare dati? Ma anche uno strumento d’identità territoriale? E, perfino, la cassetta degli attrezzi per sperimentare con la cittadinanza attiva digitale?

A partire da alcune esperienze di progettazione urbana partecipata e di civic hacking, ti accompagneremo in un mondo fatto di Open Data – o dati aperti, di dati generati dai cittadini, di comunità monitoranti e, appena un po’, di Open Government.

Seguici nella tana del Bianconiglio e scopriti Cappellaio Matto (che racconta storie e dà i numeri, insomma che gestisce i contenuti), ma anche Regina di cuori (che governa il Paese delle Meraviglie attraverso il codice)."

Quello che non c'è scritto - ma che c'è già nelle slide - sono dati, identità territoriale e un paio di esperienze a cui abbiamo lavorato in passato.

Cose che non vogliamo perderci

La scorsa settimana abbiamo parlato di accessibilità e approfitteremo per prendere qualche spunto nuovo anche a Verona. Ci sono due interventi a tema (uno sulle icone e uno più generale sul web) che non vogliamo saltare.

Durante la mattinata saremo per lo più in sala 1. Vogliamo sentire Deborah Ugolini parlare di prime impressioni, Piero Tagliapietra parlare di come fare progetti migliori e Nando Pappalardo sul perché alcune persone intelligenti non raggiungono i risultati che sperano. Nel pomeriggio ci divideremo, ma resteremo in giro anche dopo il nostro intervento, se vuoi venire a farci ciao ciao con la manina.

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

L'unico viaggio che ho fatto di Emmanuela Carbé, minimum fax

Verona per quasi tutto il mondo è sinonimo di Romeo e Giulietta; poco importa che sia una storia di adolescenti che si svolge tutta in un paio di giorni e dove muoiono sei persone. Per noi cresciuti nella ridente campagna veneta, Verona non è sinonimo di amori tragici, ma di Gardaland, un parco divertimento sul lago di Garda. Una giornata lì era un premio ambito, conquistato con fatica. Per l'autrice di questo romanzo, invece, quelle specifiche giostre sono il simbolo di una promessa fatta a un fratellino piccolo. Tutto il parco è un non-luogo (se non sai cosa sono, recupera Augé) e come tutti i non-luoghi è contraddittorio: emozione e apatia, stagnamento e progresso, gioia e amarezza, tutto si trova a Gardaland. Ma questo libro, come quel luogo, è soprattutto un inno alla nostalgia, all'idea di un passato non ancora passato e di un presente che è già quasi passato.
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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