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Usare il potere per fini personali
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Cosa succede quando il potere viene usato per fini personali? In quel caso si parla di corruzione. Ne abbiamo già parlato come uno dei fattori che erodono la fiducia nelle istituzioni pubbliche.

Se la settimana scorsa abbiamo parlato in generale del potere, questa settimana parliamo del particolare, ossia di come dati e affini possono essere usati per contrastare quei soggetti che usano la propria posizione per fini personali. Ovviamente, non parleremo di persone specifiche, ma il fenomeno è piuttosto diffuso: basta guardare le notizie legate al termine "corruzione" per rendersene conto e farsi venire la depressione (ma quelli forse siamo solo noi).

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Degenerare

Partiamo dall'inizio

Stando al numero di parole che vengono spese ogni giorno sulla corruzione, in Italia non c'è molto da stare allegri. Corrado Fontana, però, ci racconta una storia un po' diversa. "Anche nell’edizione 2019 – la 25a – dell’Indice di percezione della corruzione pubblicato oggi da Transparency International, l’Italia continua a migliorare, guadagnando altre due posizioni nella classifica globale. Nella scorsa edizione avevamo raggiunto il 53° posto su 180 Paesi del mondo, con un punteggio di 52 su 100 (maggiore è il punteggio, minore è la corruzione percepita). Nell'edizione di quest’anno i punti sono saliti a 53 punti e l’Italia è scesa al 51° posto. Una conferma del trend di lenta ma costante risalita.
La buona notizia proviene da un’indice realizzato sulla base dell’opinione di 13 sondaggi e valutazioni di esperti sulla corruzione nel settore pubblico. Ciascuno di loro assegna un punteggio da 0 (altamente corrotto) a 100 (per niente corrotto)" scrive per Valori.
Giusto per ricordarci che è un fenomeno che riguarda ognuno di noi, l'autore continua in un altro articolo con i dati che riguardano le famiglie italiane. "Se è vero che la stragrande maggioranza dei fenomeni connessi alla corruzione gira intorno agli appalti pubblici, è interessante scoprire quanto scrive l’Istat in una pubblicazione uscita a ottobre 2017 dedicata al tema. Si stima infatti che «il 7,9% delle famiglie abbia ricevuto richieste di denaro, favori, regali o altro in cambio di servizi o agevolazioni nel corso della vita; il 2,7% le ha ricevute negli ultimi 3 anni, l’1,2% negli ultimi 12 mesi». Il numero di episodi non è trascurabile ma, talvolta, non esattamente classificabile come “corruzione” sotto un profilo giuridico, precisa Istat. La casistica è comunque variegata e vede al primo posto come ambito di riscontro le richieste indebite nel settore lavorativo (3,2% delle famiglie)". L'autore continua poi con il legame tra mafie e appalti pubblici perché, in fondo, anche quelli riguardano ognuno di noi. 

Che si fa?

A livello istituzionale, ci sono vari enti e iniziative che cercano di arginare la corruzione. Te ne elenchiamo qualcuno che potresti aver voglia di controllare ogni tanto.

Un'azione del Quarto Piano di Azione dell'Open Government Partnership Italia è completamente dedicata alla prevenzione della corruzione. "L’azione mira a favorire la prevenzione della corruzione attraverso un adeguamento agli standard dell’open contracting e l’introduzione di strumenti quali i Patti di Integrità avanzati. Il Servizio contratti pubblici (SCP) è una piattaforma del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, realizzata in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e ITACA, in attuazione agli obblighi informativi e di pubblicità previsti dal D.Lgs. 50/2016. [...] In essa sono presenti dati, anche in formato aperto, afferenti pubblicità di avvisi, bandi ed esiti di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, pubblicità dei programmi biennali di acquisti di beni e servizi e dei programmi triennali dei lavori pubblici e dei relativi aggiornamenti annuali. Sono altresì presenti la rilevazione e la pubblicazione dell’elenco anagrafe delle opere incompiute di cui il Decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 13 marzo 2013, n. 42. I dati vengono aggiornati quotidianamente e pubblicati sulla piattaforma degli Open Data del MIT http://dati.mit.gov.it/catalog/dataset".

Fino al 29 febbraio è in corso una consultazione "promossa dal Ministro per la pubblica amministrazione allo scopo di raccogliere proposte e criticità su macro questioni/macro temi della normativa in materia di trasparenza e anticorruzione". Tra l'altro, ci trovi una bella sintesi sull'evoluzione delle norme collegate a questi ambiti nel corso degli anni.

Al di là degli interventi occasionali, esiste l'Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC) che vuole fare "prevenzione della corruzione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche, nelle società partecipate e controllate anche mediante l’attuazione della trasparenza in tutti gli aspetti gestionali, nonché mediante l’attività di vigilanza nell’ambito dei contratti pubblici, degli incarichi e comunque in ogni settore della pubblica amministrazione che potenzialmente possa sviluppare fenomeni corruttivi, evitando nel contempo di aggravare i procedimenti con ricadute negative sui cittadini e sulle imprese, orientando i comportamenti e le attività degli impiegati pubblici, con interventi in sede consultiva e di regolazione, nonchè mediante attività conoscitiva. La chiave dell’attività della nuova ANAC, nella visione attualmente espressa è quella di vigilare per prevenire la corruzione creando una rete di collaborazione nell’ambito delle amministrazioni pubbliche e al contempo aumentare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse, riducendo i controlli formali, che comportano tra l’altro appesantimenti procedurali e di fatto aumentano i costi della pubblica amministrazione senza creare valore per i cittadini e per le imprese". Fa anche cose interessanti, come dimostra una presentazione di Stefano Fuligni che abbiamo scovato online.

Ma i cittadini?

Dato che, come abbiamo detto all'inizio, la corruzione riguarda tutti, l'anti-corruzione è un onere che non riguarda solo le istituzioni.
Partiamo dalle ONG. Transparency Italia - il capitolo italiano di Transparency International - raccoglie e mappa ogni giorno i casi di corruzione di cui parlano i media italiani. "Ogni giorno i media riportano casi di corruzione in ogni parte d’Italia: dal piccolo comune di provincia, all'azienda sanitaria locale, fino ai casi più importanti nei grandi enti pubblici o nelle istituzioni centrali. Questo inevitabilmente aumenta la nostra percezione del fenomeno e della sua diffusione geografica. Attraverso l’iniziativa che proponiamo in questa pagina, cerchiamo di monitorare le notizie di corruzione e reati simili che vengono riportate dai media. Questo esperimento non ha alcun valore scientifico, ma vuole solo cercare di capire qual è l’Italia della corruzione dipinta dai media". La pagina di cui parlano la trovi nel loro sito e una volta al mese raccolgono i casi più interessanti nella loro newsletter (ti lasciamo il numero di gennaio).
Quando diciamo di tutti, intendiamo anche delle aziende. Un buon esempio è Synapta, che ha appena rilasciato un report sulla qualità dei dati, in particolare quelli legati ai contratti pubblici. "In media, noi stessi abbiamo potuto rilevare una buona qualità dei dati pubblicati (la qualità del 60% dei singoli contratti analizzati risulta quasi perfetta). Tuttavia, il report a cui abbiamo lavorato e che potete leggere in formato integrale mostra, e noi riteniamo sia grave, che un numero non trascurabile di PA abbia potuto continuare per anni a pubblicare dati di bassa qualità. Per bassa qualità intendiamo dati pubblicati così male da vanificare del tutto la possibilità di comprendere a quale contratto pubblico quei dati si riferiscano. Inoltre, i loro errori possono compromettere la potenzialità di fare analisi affidabili sui dati perché vengono inevitabilmente alterati i valori di sintesi: un singolo contratto erroneamente valorizzato ad un miliardo di euro può alterare il valore medio di un’intera provincia o regione" scrivono per Agenda Digitale.
Vorremmo concludere con esempi di singole persone che fanno cose, ma, secondo noi, già essere parte attiva di una comunità monitorante - ossia non far finta che il problema non sia nostro - è fondamentale. 

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, Adelphi

Bellodi è un capitano dei carabinieri che viene catapultato in un'indagine per omicidio e Sciascia ne racconta le vicende in questo romanzo. Nonostante sia un giallo, di questo romanzo non ci interessa il colpevole, anzi. Sciascia ci porta in una terra in cui la corruzione si dimostra con il silenzio, con il segreto e con l'elusione delle leggi. Di contro, l'autore riempe le pagine di dialoghi, di parole dette, di buone intenzioni. L'autore è uno che viveva costantemente il suo ruolo di cittadino attivo (come dimostra Un onorevole siciliano. Le interpellanze parlamentari di Leonardo Sciascia curato da Camilleri) e anche attraverso questo romanzo agì concretamente contro la corruzione.
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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