Civic hacking e Africa
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Se questo è il primo numero che ricevi, sappi che di solito parliamo di civic hacking in Italia (puoi verificarlo dall'archivio nel nostro sito). Ogni tanto, però, parliamo anche di cose che succedono fuori dai nostri confini. Questa settimana vogliamo parlare di Africa, perché anche lì stanno succedendo cose interessanti (parecchie cose interessanti, a dire il vero). Gli spunti sono in inglese, quindi se non mastichi questa lingua - o l'arabo o lo swahili - ti possiamo consigliare un paio di cose tutte in italiano da recuperare? La prima è una riflessione su Code for America (perché gli americani sono bravissimi a raccontarsi), la seconda è la nostra newsletter sulle mappe di qualche mese fa.

Se prendiamo per buona la definizione di civic hacking che ha dato Vincenzo Patruno a Firenze qualche giorno fa (l'hacker civico è quello che rende visibile l'invisibile), potremmo pensare che il fenomeno che stiamo studiando è nato proprio in Africa, in Kenya ad essere precisi. Se non conosci Map Kibera, probabilmente starai cercando il collegamento (dacci un secondo), se conosci l'iniziativa starai sgambettando verso gli altri link, quindi non ti tratteniamo oltre, ti diciamo solo che i link di questa settimana ce li ha suggeriti Jacopo Ottaviani di Code for Africa. Parleremo più di cosa si può fare con i dati rispetto ad altre cose, ma sono esperienze che non conoscevamo e che vorremmo comunque condividere.

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Slums, a cosa pensi?

Tornando a Map Kibera, ora è un progetto interattivo sulle informazioni sulle comunità, ma è nato da un'assenza: Kibera, uno dei quartieri più poveri di Nairobi, per il mondo non esisteva dato che non era nelle mappe. Fino a che qualcuno non ha deciso di cambiare la situazione nel 2009 e ha creato la prima mappa del quartiere grazie ad OpenStreetMap.
Un quarto della popolazione mondiale, ad oggi, vive in uno slum, ossia un insediamento informale, densamente popolato e, spesso, inesistente a livello formale. Slumscapes è un'inchiesta multimediale che ne racconta alcuni attraverso le voci, le storie e le speranze degli abitanti. "Investing in participatory slum upgrading - putting people and housing at the centre - can contribute to achieving sustainable urbanization, reducing inequalities and making prosperity available for all".

Cittadini e informazioni

I cittadini hanno bisogno di informazioni accurate per decidere. Questa è la prima cosa che ci accoglie su PesaCheck, un'iniziativa per il fact-checking nell'Africa orientale (in particolare Kenya, Tanzania e Uganda). "Initially focused on verifying the financial and other statistical numbers quoted by public figures in Kenya, Tanzania and Uganda, PesaCheck now also helps track political promises by politicians (through our Wajibisha toolkit) and helps unpack budget and census data (through our PesaYetu platform). PesaCheck also helps watchdog media and NGOs establish their own standalone fact-check teams."
Ti consigliamo di partire dal "come funziona" e poi esplorare quello che pubblicano su Medium: è un viaggio piuttosto interessante.

Limo, Nilo e altre storie

Cosa ti ricordi delle lezioni di storia delle elementari? Che il Nilo è uno dei fiumi più lunghi del mondo e che l'Egitto era ricco perché il Nilo inondava le pianure di limo. O sbagliamo?
In realtà, la questione Nilo in Africa è ancora piuttosto accesa: tocca undici nazioni ed è centrale per l'economia di molte di esse. "The river is also a world biodiversity hotspot and the backbone to many of Africa’s fragile ecosystems. Today, it is under new and evolving threats [...]. InfoNile seeks to bridge the gap between scientists and researchers collecting data on issues of water in the Nile Region, journalists reporting on such issues, and members of the public, in order to increase mutual awareness and understanding of the various dimensions to water issues of this ancient and most significant river". InfoNile raccoglie dati, mette in contatto giornalisti e scienziati e usa le storie per promuovere un'idea di pace transfrontaliera. Che chiedere di più?

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Atlante delle frontiere. Muri, conflitti di Bruno Tertrais e Delphine Papin, ADD Editore

Facci dire una banalità: tutte le frontiere sono artificiali. Ci avevi mai pensato?
Una delle cose che ultimamente viene associata all'Africa è che bisogna creare dei confini rigidi con loro (i nostri vicini). Se non bastasse questa visualizzazione di Medici Senza Frontiere (che Jacopo ci ha segnalato, ma che avevamo scoperto quando siamo stati invitati all'Internet Festival 2017) per dimostrare che il Mediterraneo è un porto, più che un confine, puoi leggere di Ibrahim e Andrea (una storia in due puntate: uno e due).
Comunque non è quello di cui vogliamo parlarti. Vogliamo parlarti delle frontiere, dei confini e di questo libro che analizza cosa significa identità, differenza, io, altro, visibile, invisibile, Europa, Africa. Se non ti abbiamo convinto, sappi che questo è un prodotto editoriale bello, pieno di informazioni e curiosità e con delle infografiche a dir poco spettacolari.
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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