Mi spieghi come si fa?
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L'anno scorso, più o meno in questo periodo, abbiamo dedicato un numero intero ad una cosa che ci piace fare: imparare. Leggere il manuale non basta (e Read The Fucking Manual è una delle risposte meno utili che si possano formulare quando qualcuno fa una domanda), ma per imparare una cosa nuova bisogna partire da qualche parte. Oggi vogliamo condividere con te uno dei nostri manuali segreti. Ad essere onesti, non è un NOSTRO manuale (nel senso che noi non lo abbiamo scritto), ma è lo stesso un nostro manuale (nel senso che è una di quelle fonti che ci piace usare). Ad essere onesti, non è nemmeno un manuale.

La comunità di Open Data Sicilia ha l'ottima abitudine di raccogliere tutorial, link e altre fonti sui dati, programmazione e un sacco di altre cose (il che, di per sé, non è un manuale, ma a noi piace chiamarlo così). Questa settimana vogliamo segnalarti tre cose in particolare nate in seno alla comunità che ci sono tornate utili (anche se della parte attiva di Open Data Sicilia proprio non facciamo parte, ma gli vogliamo bene lo stesso).

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Palermo, Catania, Agrigento

Guardiamo le città

Giovan Battista Vitrano te l'abbiamo già presentato qualche numero fa. Lo rimettiamo in campo perché qualche settimana fa ne ha fatta un'altra delle sue (e per fortuna, aggiungiamo). Cosa è successo quando ha deciso di "provare a fare una versione milanese della visualizzazione di Bruxelles Melting Pot. In breve, è una mappa one person one dot dove ogni pixel rappresenta un abitante non nato in Italia. Il colore del pixel rappresenta la nazionalità: europea, nord-africana, asiatica etc. La mappa serve a capire se c’è segregazione spaziale"? Giovan Battista ha messo mano ai dati sia di Milano che di Palermo per creare un primo prototipo, ma non è questa la parte importante. La cosa fondamentale è la documentazione: ha scelto di fare un tutorial passo per passo con i dati di Milano per chiunque abbia voglia di creare la mappa Melting Pot.
"La mappa a densità di punti è un’istantanea su Palermo, fornisce una chiara visualizzazione della distribuzione geografica, della densità di popolazione e delle diversa nazionalità di residenti stranieri a Palermo in ogni UPL (unità di primo livello), quartiere e circoscrizione della Città. [...] 
Le posizioni dei punti non rappresentano gli indirizzi reali. [...] Di conseguenza, i punti in alcuni blocchi potrebbero trovarsi in mezzo a parchi, cimiteri, o altre aree chiaramente non residenziali all’interno di quel blocco UPL. Una rappresentazione più accurata della distribuzione geografica dei residenti è possibile solo se i dati disponibili tengono conto di parchi, edifici e/o indirizzi fisici. Pertanto, la posizione dei singoli punti potrebbe essere condizionata da dati più dettagliati" ci spiega, nella replica dell'esperimento con i dati di Palermo. Se decidi di provare a seguire il tutorial, faccelo (e faglielo) sapere!

Eh, ma come faccio a ritrovarlo?

Come per tutti i manuali, anche nei tutorial riuscire a ritrovare proprio quello che ti serve (e di cui hai un ricordo vaghissimo) è piuttosto complesso. La comunità di Open Data Sicilia (in particolare, nelle persone di Ciro Spataro, Andrea Borruso e Giuseppe Ragusa) ha trovato la soluzione, che si chiama Accussì. "Accussì significa 'così, in questo modo' in siciliano. E gli autori dei tutorial in fondo fanno questo: ci indicano un po' come fare le cose. Accussì è un catalogo di tutorial online realizzato per permetterne una facile individuazione ai più diversi tipi di utenza. Un catalogo di formazione. [...] Accussì vuole anche contribuire a divulgare la cultura digitale quale strumento di supporto alla vita quotidiana di ogni cittadino, veicolando contenuti creati attraverso la generazione e l'utilizzo di dati. È un'iniziativa collettiva e si nutre della collaborazione di chi condivide le finalità descritte."
Dentro ci sono più di 120 risorse, categorizzate anche attraverso dei tag (i più rilevanti, al momento, sono "mappe   georeferenziazione   CSV   QGIS   bot   dati   open data   Python   Telegram   dati geografici   github   json   openstreetmap   rss   uMap   api "). Insomma, un sacco di roba da esplorare.

Lo chiedo all'amico smanettone!

Quante volte ti è capitato di chiedere a qualcuno - online e offline - di spiegarti come si fa qualcosa? Succede spesso anche all'interno della comunità di Open Data Sicilia.
Da una discussione nella mailing list è nata l'idea di T'ansignari.
"Molto spesso disperdiamo richieste di aiuto («Come faccio a …») e le relative preziose risposte in chat, social network, email tra due persone, ecc.. Sono informazioni che una volta messe in circolo, dopo pochi minuti sono già «perdute», confinate in spazi ristretti che non si prestano a una condivisione di conoscenza e quasi mai indicizzati dai motori di ricerca. Questo repository nasce per mettere a fattore comune scambi di conoscenza/esperienza su questi temi: dati aperti, trasparenza, Linked Open Data, analisi e trasformazione di dati. Il nome di questo spazio «T’ansignari e t’appeddiri!», ti devo insegnare a fare qualcosa e ti devo perdere. È un proverbio presente in molti dialetti italiani (in Campania ad esempio è T’aggià mbarà e tt’àggia pèrdë!), è un invito asciutto e diretto a chi riceve un insegnamento, affinché lo valorizzi e non lo disperda. È anche e soprattutto un incoraggiamento a prendersi cura del legame tra chi si sta scambiando conoscenza e esperienza." 

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman, Mondadori

I libri scritti da chi si occupa di psicologia ci lasciano spesso perplessi. Non vogliamo ridicolizzare una professione seria e utile, ma quando quelle competenze si trasferiscono su carta - o bit - l'effetto "spiegazioncina" è dietro l'angolo. L'equilibrio tra le esigenze di fare divulgazione e quella di trasferire conoscenze è complesso da ottenere, molto di più in un campo che scatena ancora diffidenza.
In questo saggio del 2012 (che trovi anche in formato epub) l'autore - psicologo, ma anche premio Nobel per l'economia - ci spiega la differenza tra intuizione e logica, insomma tra due modi diversi di formulare i pensieri. Da qualche parte, li chiama anche giudizio e scelta (come vedi, non siamo ancora usciti dal tunnel dei bias degli ultimi mesi - se non sai di cosa stiamo parlando, puoi sempre curiosare nell'archivio della newsletter e rimetterti in pari). Un saggio che ci ha fatto riflettere, soprattutto sul come e perché pensiamo di essere razionali (spoiler alert: non lo siamo, nessuno lo è davvero!).
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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