Open Gov è una cosa da donne?
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In questa newsletter scriviamo principalmente di civic hacking, civic tech e Open Government, ma anche di cose che ci interessano o ci incuriosiscono.
Questo numero nello specifico nasce da un paio di spunti diversi. Se da una parte Erika sta riflettendo da un po' sullo spazio delle donne in questi ambiti (ne abbiamo parlato qualche numero fa), Matteo di recente è incappato in un articolo che racconta di come Twitter sia una bolla di risonanza per i bias inconsci (nello specifico, le giornaliste che si occupano di politica ricevono meno risposte e meno interazioni rispetto ai colleghi giornalisti. Articolo e fonti le trovi su Vox). Alla luce di queste ispirazioni, abbiamo cominciato a chiederci che spazio lasciamo noi alle donne in questa newsletter che racconta di civic hacking, civic tech e Open Government? Avremmo potuto fare un mini progetto di data science e trasformare in numeri le nostre abitudini, ma a te che ci leggi non sarebbe servito a nulla, quindi abbiamo optato per usare la nostra piattaforma per segnalarti alcune donne interessanti da seguire e con cui interagire. Ovviamente, ne abbiamo lasciato fuori moltissime, ma questo non sarà l'unico numero in cui faremo nomi da mettere nella lista delle persone interessanti.

Ps. Hai visto che abbiamo un PayPal per la newsletter? Ci piace che sia gratis, ma se la leggi volentieri, quello è un buon modo per farcelo sapere.

Preparati a voci nuove

Dal civic hacking...

  • Elisabetta Tola
Su Twitter la trovi come @elisabetta_tola e di lei abbiamo parlato più di una volta nella nostra newsletter. Di lavoro fa la giornalista, tra le altre cose. Conduce un programma su Radio 3 che si chiama Radio3 Scienza in cui si parla di attualità e scienza. Ha fondato formicablu, un'agenzia di comunicazione della scienza. Fa la direttrice di datajournalism.it per raccontare storie a partire dai dati. Ha lanciato facta per migliorare la qualità del giornalismo. E, per concludere, è una civic hacker: una che individua problemi concreti e cerca delle soluzioni creative per risolverli.
  • Valentina Bazzarin
La sua timeline su Twitter (che trovi su @VBazzarin) è piena di internet, di diritti digitali, di etica e di dati e di un sacco di altre cose interessanti. Il suo ambito di lavoro è principalmente l'accademia (ma la trovi anche a EcoEtico di Radio Città del Capo). Ha tradotto Il nostro diritto digitale alla città (che è stato il nostro libro suggerito in un numero passato). Ha fondato Open Education Italia, una comunità di insegnanti e formatori che vogliono promuovere l'educazione aperta in Italia. Anche lei, tra le altre cose, fa civic hacking.
 

... al civic tech...

  • Francesca De Chiara
Anche lei è una ricercatrice e si concentra soprattutto su Open Data e conoscenza aperta. Il link che trovi nella sua bio di Twitter (ci arrivi da @Lebowskiana) rimanda alla versione italiana di Open Data 500 - Open Data 200 Italy - uno studio sull'impatto economico degli Open Data nelle aziende italiane. Nel 2016 e nel 2017 ha lavorato dietro le quinte per creare la Scuola di tecnologie civiche (di cui abbiamo parlato un po' di tempo fa).
 
  • Alice Corona
Per i dettagli sul suo lavoro ti rimandiamo al suo sito personale: http://www.alice-corona.eu/ (dove trovi anche tutti i suoi contatti). Comunque, in parole semplici, lavora con i dati, trasformandoli da numeri e grafici a barre in cose fisiche. Ad esempio, Batjo è un prototipo che aiuta i giornalisti a sviluppare competenze per sviluppare esperienze a partire dai dati (un video di presentazione per capire meglio lo trovi nel canale YouTube di Innovazione per lo sviluppo). Oppure Ocio Venezia con cui ha realizzato, tra le altre cose, delle visualizzazioni sulle situazioni abitative veneziane mettendo nei campielli persone fisiche che rappresentano dati.

... e, per finire, un po' di Open Gov.

  • Open Heroines
Non una persona sola, ma una raccolta di "voci di e per coloro che si identificano come donne nell'ambito di #civictech, #opendata e #opengov". Le trovi ovunque come @OpenHeroines e ti consigliamo di seguire tutte le donne che contribuiscono al blog collettivo (quasi nessuna scrive in italiano, moltissime scrivono anche in inglese). Se un collettivo di questo tipo ti mette un po' in soggezione o non capisci benissimo l'inglese, sul nostro blog su Medium trovi Monologhi aperti di genere — le storie delle donne nel movimento attorno all’Open Government, la traduzione di Open Gender Monologues — The Stories of Women in The Open Government Movement curato proprio dalla comunità di Open Heroines.
  • Giorgia Lodi
Se ti interessa sapere qualcosa su grafi di conoscenza e Linked Data, lei è la donna che fa per te. Ne parla abbondantemente su Twitter (la trovi su @GiorgiaLodi e su https://sites.google.com/site/giorgialodi/home), ma lo fa anche di lavoro, visto che è una consulente per AgID, l'Agenzia per l'Italia Digitale. Tra le sue pubblicazioni troverai cose sul governo come piattaforma, sull'e-government, sulle smart cities e, ovviamente, un sacco di cose sui dati. Una cosa che non dice, ma che noi sappiamo, è che fa anche la formatrice per le Amministrazioni pubbliche (ne abbiamo parlato in qualche altra newsletter).
 

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

L'informatica al femminile di Cinzia Ballesio e Giovanna Giordano, Neos Edizioni

Scalpitare non serve. Civic hacking, civic tech e Open Government sono percepiti come parte (anche) del settore dell'informatica. Noi siamo convinti che non sia necessario essere informatici per fare civic hacking, ma, come dimostra un'intervista che è stata richiesta a Erika per un'inchiesta sulle donne e l'informatica, siamo in minoranza.
Prendiamo atto e ne approfittiamo per consigliarti un libro uscito a marzo che racconta storie sconosciute di donne che hanno cambiato il mondo grazie all'informatica. Alcune molto sconosciute non sono (Ada Lovelace in primis), ma comunque un piccolo compendio di storie interessanti.
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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Questa mail ti arriva perché ti interessa aggiornarti sul civic hacking in Italia e le sue connessioni (con qualche occasionale spunto dall'estero). La newsletter nata nel 2017, il blog su Medium e il libro (in scrittura) sono curati da Erika Marconato e Matteo Brunati.
 
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