Civic hacking a Icity Lab a Firenze
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Questa settimana partiamo da Firenze.

FPA ci ha invitati mercoledì 17 a parlare di civic hacking durante ICity Lab, una manifestazione in cui si parlerà di città, di amministrazioni e di cittadini. Avremo tre momenti per parlare di civic hacking:

  1. un workshop intitolato Hacking civico e smart citizen: chi abita la smart city? (dalle 11:45 alle 13:15), in cui ci confronteremo con Marina Bassi, Matteo Tempestini, Daria Quaresima, Ilaria Vitellio e Vincenzo Patruno;
  2. un momento di formazione che abbiamo intitolato Open Data, comunità informali, zone grigie e prototipi: ecco gli ingredienti del civic hacking per trovare soluzioni creative a sfide sociali concrete (titolone lunghissimo per amor di chiarezza, ma comunque ne parleremo dalle 16 alle 16:20);
  3. un'intervista che sarà disponibile online.
Programma pieno? Abbastanza. Se vuoi passare a salutarci, il 17 siamo a Firenze!

Firenze SMN, arriviamo!

Con chi parleremo?

Una delle cose che più ci piace dell'essere invitati agli eventi è che scopriamo cose nuove. Questa volta, in particolare, abbiamo scoperto il lavoro di Daria Quaresima, un'architetto che analizza dati geografici. unamappaperamica è una raccolta di "dati e di riflessioni che in genere svolgo tra me e me (oppure su facebook che tanto è la stessa cosa) ed ha come obiettivo quello di rendere 'visibili' sul territorio i discorsi che spesso tento di fare, con scarsi risultati, a parole". Non vediamo l'ora di farci due chiacchere!
Le altre persone con cui parleremo, già le conosci. Vincenzo è appassionato di Open Data - tra le altre cose - e abbiamo citato un suo post sul rapporto tra attivisti e Open Data qualche mese fa. Ilaria fa l'urbanista e di lei abbiamo parlato nel numero sulle città Open Source e in un altro numero passato, quello sulle città. Di Matteo (Tempestini) e dei suoi progetti abbiamo scritto un fiume di parole, per cui ti segnaliamo solo i due numeri in cui abbiamo parlato per la prima volta di TerremotoCentroItalia e ItaliaAfuoco.

Se non fossimo impegnati...

In un evento come questo ci sono sempre mille cose da fare, mille persone da vedere, mille spunti da raccogliere. Se non fossimo impegnati ci piacerebbe sentire cosa verrà detto sulla governance collaborativa, stringere la mano al team comunicazione di Taffo e sentire la sessione di formazione di Dimitri Tartari.
Ci piacerebbe anche sentire cosa ha da dire l'assessora Montanari di Reggio Emilia su smart cities e sostenibilità (soprattutto perché abbiamo scoperto, grazie al lavoro che stiamo facendo per il libro, che Reggio Emilia è una città piuttosto frizzante per quanto riguarda la partecipazione).
Anche la governance dei dati e il rapporto tra pubblico e privato potrebbe riservarci spunti interessanti. Pure l'aspetto legato alla comunicazione e al senso di appartenenza di una smart city ci stuzzica. Nella vita, comunque, non si riesce mai a fare tutto, quindi ci accontenteremo di quello che riusciremo a fare.

Ispirazione vintage

Molte delle cose di cui parleremo sono frutto di riflessioni che abbiamo fatto nei mesi scorsi, grazie al libro che stiamo scrivendo, ma anche legate a questa newsletter. Ovviamente, queste riflessioni non sono (ancora) pubbliche, ma puoi scoprire - o riscoprire - una cosa che ha scritto Matteo per ForumPA, il blog di FPA. Oltre a riflettere sul ruolo dei cittadini, Matteo si è anche chiesto che relazione deve esserci con le Amministrazioni, "affrontiamo la questione chiave: quale significato dare al concetto di cittadinanza attiva nel Ventunesimo Secolo? Pensare alla cittadinanza attiva come portatrice di categorie collegate alla realtà del secolo scorso è miope e rischioso. Diventa rischioso perché aumenta il divario tra le parti. Gli strumenti a disposizione dei cittadini sono cambiati, le aspettative - e la stessa interpretazione di democrazia - sono differenti".

NELLA LIBRERIA DI #CivicHackingIT

Le città invisibili di Italo Calvino, Mondadori

Se non hai ancora letto questo meraviglioso romanzo di Calvino, ti invidiamo molto. La voce narrante è Marco Polo, che descrive a Kublai Khan alcuni (parecchi) agglomerati civici. La cosa divertente di questo romanzo è che, come nelle città reali, i livelli di lettura e di esperienza dell'opera sono quasi infiniti. Di fondo, Calvino gioca con chi legge, che a sua volta si trova a giocare con l'autore. Si parla di segni, di spazi fisici, di scambi, di costruzioni. Si impara a leggere una città come se fosse una mappa, o meglio una foto a volo d'uccello. Dopodiché, ogni scusa è buona per leggere Calvino.
Buona lettura!

Erika e Matteo
 
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